venerdì 26 settembre 2008

Bike-sharing a Roma. I numeri dei primi 100 giorni

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Dal 13 giugno -data di inizio del servizio- al 14 settembre. Una rilevazione che, occorre sottoilnearlo, copre tutto il periodo estivo (compreso l'intero mese di Agosto) tradizionalmente a ritmi ridotti rispetto al resto dell'anno. Con questa consapevolezza andiamo a leggere i dati del servizio bike-sharing a Roma.

TOTALE ISCRITTI \\ 1.600
SESSO UTILIZZATORI \\ Uomini 62%; Donne 38%
CHIAMATE AL NUMERO VERDE \\ 5.100
UTILIZZO \\ 22.000 prelievi; 92% degli utilizzi sotto la mezz'ora
BICI ABBANDONATE\RUBATE \\ 12
BICI VANDALIZZATE \\ 12
KM PERCORSI (IPOTESI) \\ 45.000

martedì 23 settembre 2008

All'altezza del bike-sharing

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"Abbiamo un'idea" ha sibilato l'assessore Fabio De Lillo in una recentissima conferenza stampa "ovvero di inserire nel bike-sharing quando verrà allargato una quota di biciclette a pedalata assistita. Perché Roma è una città particolare e noi dobbiamo consentire a chi abita alla Balduina non solo di scendere in città, ma anche di salire riportando la bicicletta nella zona di casa".
Una idea che ha senso, indubbiamente, in una città come Roma che assomma a notevoli dislivelli una ancestrale pigrizia dei proprio abitanti secondo i quali anche fare il giro dell'isolato a piedi equivale ad una giornata di trekking. A che prezzo, tuttavia, questa implementazione? Con quali costi? Con che conseguenze sul servizio nel suo complesso? Staremo a vedere, certo è che l'assessore all'ambiente ha sollevato un problema che è annoso anche a Parigi, capitale intercontinetale de bike-sharing: lì si sono inventati una sorta di premi in minuti aggiuntivi per chi riporta la bici nei quartieri en altitude...

lunedì 22 settembre 2008

Teoria e tecniche del buon bike-sharing

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Abbiamo individuato alcuni punti che devono essere imprescindibili per un buon bike-sharing. Sono cose che ci ronzano nella testa e che abbiamo ritenuto opportuno scrivere anche per chiedere, ai lettori, aggiunte o eliminazioni. Cosa ne pensate?


Il bike-sharing, per funzionare, deve poter contare su una stazione ogni trecento metri in un’area urbana il più grande possibile


Le biciclette devono avere una struttura antivandalo


Bici, colonnine, loghi e stazioni devono avere un design caratteristico; catene e lucchetti devono essere integrati nella bicicletta stessa


Il nome del servizio deve essere accattivante e memorizzabile


L’abbonamento deve essere sottoscrivibile online o direttamente alla stazione sulla colonnina elettronica; non deve essere necessario intervento ‘umano’


La colonnina elettronica –che deve essere presente in ogni stazione- deve avere il ruolo di centro servizio per segnalare malfunzionamenti, effettuare la diagnostica delle bici, consultare –in caso di stazione piena- le stazioni libere più vicine


Il servizio deve essere aperto a tutti, residenti e turisti. Dai 14 anni in su. Basta possedere una carta di credito


Il bike-sharing non ha senso se ha limiti di orario. Il servizio deve funzionare 24 ore al giorno 365 giorni all’anno


La prima mezz’ora deve essere gratuita, le successive mezz’ore con prezzi a salire


Il costo corretto per un abbonamento annuo è attorno ai 40€; gratis per gli abbonati Atac; 15€ per gli studenti


Per gli abbonati Atac, l’abbonamento al bike-sharing deve poter essere utilizzabile con il bip&go della tessera Atac senza ulteriori tessere


Deve essere perseguita al massimo l’integrazione tra bike-sharing e trasporto pubblico locale. Vi devono essere stazioni di bike-sharing a fianco di ogni stazione della metropolitana, del tram, dei capolina dei bus, dei posteggi...

giovedì 18 settembre 2008

Sabato 20 Settembre. Colosseo ore 17. Facciamolo con il bike-sharing!

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Il Bicycle Mobility Forum vi invita a partecipare alla prima mobilitazione per la sicurezza stradale cittadina, organizzata nell’ambito delle iniziative promosse in occasione della settimana europea per la mobilità, sfileremo per le vie del centro a piedi e in bicicletta per chiedere maggiore sicurezza sulle strade e sensibilizzare cosi quanti più cittadini possibili, una marcia colorata e pacifica partirà dal Colosseo per raggiungere Piazza Navona attraverso le vie del centro finalmente libere dal traffico automobilistico.
Nelle metropoli lo spazio riservato ai pedoni si restringe di anno in anno, cancellato per far posto a nuove aree cementificate destinate a parcheggi e centri commerciali. Nella Capitale la mobilità non è sostenibile: le piste ciclabili sono poche, del tutto insufficienti alle richieste dei cittadini e spesso prive di una manutenzione adeguata. Ad aggravare la situazione si aggiunge l'inciviltà di molti "motorizzati" che non curanti delle minime regole del codice stradale rendono la nostra città un luogo insicuro anche per una semplice passeggiata. Troppo pochi i vigili urbani incaricatidi presidiare incroci e piazze ad alto scorrimento, spesso incapaci di governare un ampia fetta di popolazione metropolitana digiuna di educazione stradale. Strisce pedonali a volte sbiadite completano un quadro scoraggiante, per giunta caratterizzato da una mobilità in tilt.
Questo desolante scenario di carenze e di illegalità diffusa e non contrastata, quello di una città pensata per le automobili e non per le persone, genera, ogni giorno, 1 morto e 70 feriti per incidenti stradali (fonte: ACI – Dati riferiti al 2006) e nei cittadini un forte senso di disagio e paura. A risentire in modo particolare di questa situazione sono le fasce più deboli della società: bambini, anziani, persone con handicap, ma è la cittadinanza intera a soffrire di questo malessere. Chiamiamo a raccolta i cittadini di Roma e tutte le persone che vivono quotidianamente la città in sostegno della nostra battaglia per il cambiamento, con la volontà di dare un segnale forte che rompa con il lassismo del passato e segni l’inizio di un lavoro costruttivo e propositivo. Crediamo nella collaborazione tra cittadini e amministrazione pubblica dunque auspichiamo in una futura intesa tra chi abita le nostre città e chi le governa, nel rispetto della sicurezza, della protezione ambientale e del patrimonio, nella tutela della salute dei cittadini.

Per maggiori informazioni:
Giacomo Elia: 328 0544103 - 06 70613444
Sito internet: http://www.bicyclemobilityforum.org/
Per adesioni: info@bicyclemobilityforum.org

mercoledì 17 settembre 2008

Sellino bagnato, sellino fortunato?

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La news è croccante e sfiziosa. Da quelle da sorseggiare facendo un risolino a mezza bocca, con un filo d'amarezza ed un pizzico di humour. No, niente dichiarazioni sul futuro del nostro bike-sharing, stiamo parlando semplicemente di sellini. Sellini? Sì, sellini, perché pare -è quello che ci segnalano alcuni nostri lettori- che i sellini delle biciclette in dotazione al bike-sharing romano siano, come dire, ancora impregnati d'acqua a ventiquattr'ore dall'ultimo nubifragio. Il doppio materiale delle sellerie di Roma-n-bike è bello, gradevole, comodo. Peccato che di questi due materiali uno non sia impermeabile neppure un po'...

martedì 16 settembre 2008

Non pensate solo a pedalare, scrivete anche

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E' con grandissimo piacere che constatiamo che il concetto stesso di bike-sharing inizia a fare capolino, sempre più spesso, nelle (seguitissime) lettere ai quotidiani romani. E' compito di tutti voi, che seguite Bike Sharing Roma, scrivere, a titolo personale, ai giornali, rimarcando l'importanza di questo servizio. E' anche con questa sorta di marketing 'virale' che si fa passare un concetto.
A mo' di esempio pubblichiamo una lettera uscita oggi tra le lettere de Il Messaggero. Interessante in funzione bike-sharing e non solo.

Scrivo per intervenire nell’annoso dibattito sui sampietrini romani. C’è chi li considera un patrimoniio architettonico della nostra città e chi solamente un ostacolo alla circolazione. Da alcune settimane sono iniziati gli importantissimi ed attesi lavori di riqualificazione su via Nazionale. La precedente amministrazione comunale aveva lasciato alla nuova il compito di decidere se dopo la sistemazione del tracciato, lo stesso dovesse essere ripavimentato con questo prezioso manufatto oppure con comodo, sicuro e fonoassorbente asfalto. E la nuova amministrazione ha deciso per i sampietrini, appunto. Vorrei fosse considerato il comportamento di entrambe le parti su questa piccola (ma simbolica) questione. Ci si può ritrovare un pezzetto della nostra cultura nazionale. Nei suoi aspetti negativi. Ci fa proprio difetto l’idea del cambiamento . In partenza pensiamo sia un peccato, seppure a volte necessario. E rimandiamo. Poi, quando raramente riusciamo a decidere, facciamo scelte “conservazioniste” che non hanno una ragione intrinseca in sé, ma sono solo il risultato di un compromesso verso il basso che non accontenta quasi mai nessuna delle ragioni in causa. Io amo la mia città e di solito chi la ama è mosso da sentimenti di “protezione” verso la stessa. Io sono tra quelli. Ma lavoro in zona via Nazionale, la percorro tutti i giorni e non riesco a parlare con il collega a un metro da me perché la mia voce è sovrastata dai boati prodotti dalle auto in corsa. Se voglio fare una passeggiata da piazza della Repubblica a piazza Venezia corro il rischio di arrivarci con il mal di testa. I volti, frastornati, dei turisti parlano chiaro. A volte ci passo con l’auto e mi accorgo dei rischi che si corrono in frenata. Per non parlare del gravissimo danno che queste strade infliggono tutti i giorni alla moderna flotta di bus romani. Qualsiasi alto responsabile Atac può confermare. Sappiamo tutti che fra pochissimo, massimo due anni, via Nazionale, nonostante il nuovo fondo in calcestruzzo, sarà nuovamente piena di buche, piccoli avvallamenti, tratti in cui frenare in sicurezza sarà pericoloso così come ora. Mi chiedo davvero quale senso abbia questa scelta. I sampietrini valorizzano piccole vie e piazze pedonali e distruggono la vivibilità (e quindi la bellezza) delle grandi e meravigliose strade del centro. In una strada del rione Campo Marzio, via Tomacelli, pochi mesi fa è stato fatto un lavoro egregio. Asfalto e sampietrini insieme. L’uno per la corretta e sicura circolazione e gli altri a scopo decorativo. Quel modello dovrebbe essere portato in tutta la grande viabilità del centro storico: via Nazionale, via del Teatro Marcello, via dei Fori Imperiali, magari con pista ciclabile e bike sharing, il che equivarrebbe ad uno scempio architettonico senza precedenti per la nostra città, giusto?
Edoardo Fabiani

martedì 9 settembre 2008

Sold-out !

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Certo, fa rabbia. Andare a prendere la bici e trovare la stazione in queste condizioni. Ma è anche un piacere costatare che, come in tutte le città dove il bike-sharing è un vero mezzo di trasporto, le stazioni centrali e collocate nella 'city' degli uffici, alla sera si svuotano completamente. Questa è "Fontana di Trevi" alle 19 di un pomeriggio della settimana scorsa. E "Via dell'Umiltà" era nelle stesse condizioni. Ci siamo rifatti con "Piazza Colonna"...

lunedì 8 settembre 2008

Tutti a Romanord

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A tutti gli appassionati di bici e naturalmente di bike-sharing segnaliamo un incontro\presentazione che si terrà il prossimo giovedì 11 settembre presso la sede di Legambiente-Romanord a Via Capoprati 12a.
L'incontro presenta la manifestazione TUTTINBICI2008 con gli interventi, tra gli altri, di Massimo Di Stefano (Legambiente Roma Nord), Daniele Palmisano (Consigliere Municipio 9), Davide Pierangelini (Ass I Lazzaroni Municipio 9), Francesco Maddalena (Resp Mobiltà DLF Roma), Paolo Masini (Consigliere Comune Roma), Andrea Novelli (Pres. Uisp Roma), Maurizio Santoni (Portavoce Romaciclabile), Roberto Tavani (Ass.re Ambiente Munic. 17).
Si, parlerà chiaramente anche di bike-sharing.

giovedì 4 settembre 2008

Bike-sharing a Prati? Non ce lo meritiamo

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Provocazione interessante quella del blogger Tolleranzapuntozero, che in un post di qualche giorno fa dicahiara di non essere più favorevole al bike-sharing a Prati perché "pericoloso". Inutile, secondo il blog che si occupa essenzialmente di (im)mobilità nel XVII Municipio, pensare a stazioni e biciclette quando si è in guerra. Ed in effetti una guerra civile è quella che i pochi, pochissimi, cittadini civili debbono combattere e perdere ogni giorno contro l'inciviltà del traffico e soprattutto della sosta. La verità, tuttavia, è che il bike sharing non può che migliorare la situazione, specie se si avrà la lungimiranza e l'arguzia di posizionare le stazioni proprio nei posti critici per la sosta selvaggia: impedendola di fatto.

foto romapedala