martedì 16 settembre 2008

Non pensate solo a pedalare, scrivete anche


E' con grandissimo piacere che constatiamo che il concetto stesso di bike-sharing inizia a fare capolino, sempre più spesso, nelle (seguitissime) lettere ai quotidiani romani. E' compito di tutti voi, che seguite Bike Sharing Roma, scrivere, a titolo personale, ai giornali, rimarcando l'importanza di questo servizio. E' anche con questa sorta di marketing 'virale' che si fa passare un concetto.
A mo' di esempio pubblichiamo una lettera uscita oggi tra le lettere de Il Messaggero. Interessante in funzione bike-sharing e non solo.

Scrivo per intervenire nell’annoso dibattito sui sampietrini romani. C’è chi li considera un patrimoniio architettonico della nostra città e chi solamente un ostacolo alla circolazione. Da alcune settimane sono iniziati gli importantissimi ed attesi lavori di riqualificazione su via Nazionale. La precedente amministrazione comunale aveva lasciato alla nuova il compito di decidere se dopo la sistemazione del tracciato, lo stesso dovesse essere ripavimentato con questo prezioso manufatto oppure con comodo, sicuro e fonoassorbente asfalto. E la nuova amministrazione ha deciso per i sampietrini, appunto. Vorrei fosse considerato il comportamento di entrambe le parti su questa piccola (ma simbolica) questione. Ci si può ritrovare un pezzetto della nostra cultura nazionale. Nei suoi aspetti negativi. Ci fa proprio difetto l’idea del cambiamento . In partenza pensiamo sia un peccato, seppure a volte necessario. E rimandiamo. Poi, quando raramente riusciamo a decidere, facciamo scelte “conservazioniste” che non hanno una ragione intrinseca in sé, ma sono solo il risultato di un compromesso verso il basso che non accontenta quasi mai nessuna delle ragioni in causa. Io amo la mia città e di solito chi la ama è mosso da sentimenti di “protezione” verso la stessa. Io sono tra quelli. Ma lavoro in zona via Nazionale, la percorro tutti i giorni e non riesco a parlare con il collega a un metro da me perché la mia voce è sovrastata dai boati prodotti dalle auto in corsa. Se voglio fare una passeggiata da piazza della Repubblica a piazza Venezia corro il rischio di arrivarci con il mal di testa. I volti, frastornati, dei turisti parlano chiaro. A volte ci passo con l’auto e mi accorgo dei rischi che si corrono in frenata. Per non parlare del gravissimo danno che queste strade infliggono tutti i giorni alla moderna flotta di bus romani. Qualsiasi alto responsabile Atac può confermare. Sappiamo tutti che fra pochissimo, massimo due anni, via Nazionale, nonostante il nuovo fondo in calcestruzzo, sarà nuovamente piena di buche, piccoli avvallamenti, tratti in cui frenare in sicurezza sarà pericoloso così come ora. Mi chiedo davvero quale senso abbia questa scelta. I sampietrini valorizzano piccole vie e piazze pedonali e distruggono la vivibilità (e quindi la bellezza) delle grandi e meravigliose strade del centro. In una strada del rione Campo Marzio, via Tomacelli, pochi mesi fa è stato fatto un lavoro egregio. Asfalto e sampietrini insieme. L’uno per la corretta e sicura circolazione e gli altri a scopo decorativo. Quel modello dovrebbe essere portato in tutta la grande viabilità del centro storico: via Nazionale, via del Teatro Marcello, via dei Fori Imperiali, magari con pista ciclabile e bike sharing, il che equivarrebbe ad uno scempio architettonico senza precedenti per la nostra città, giusto?
Edoardo Fabiani

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