lunedì 22 settembre 2008

Teoria e tecniche del buon bike-sharing

Abbiamo individuato alcuni punti che devono essere imprescindibili per un buon bike-sharing. Sono cose che ci ronzano nella testa e che abbiamo ritenuto opportuno scrivere anche per chiedere, ai lettori, aggiunte o eliminazioni. Cosa ne pensate?


Il bike-sharing, per funzionare, deve poter contare su una stazione ogni trecento metri in un’area urbana il più grande possibile


Le biciclette devono avere una struttura antivandalo


Bici, colonnine, loghi e stazioni devono avere un design caratteristico; catene e lucchetti devono essere integrati nella bicicletta stessa


Il nome del servizio deve essere accattivante e memorizzabile


L’abbonamento deve essere sottoscrivibile online o direttamente alla stazione sulla colonnina elettronica; non deve essere necessario intervento ‘umano’


La colonnina elettronica –che deve essere presente in ogni stazione- deve avere il ruolo di centro servizio per segnalare malfunzionamenti, effettuare la diagnostica delle bici, consultare –in caso di stazione piena- le stazioni libere più vicine


Il servizio deve essere aperto a tutti, residenti e turisti. Dai 14 anni in su. Basta possedere una carta di credito


Il bike-sharing non ha senso se ha limiti di orario. Il servizio deve funzionare 24 ore al giorno 365 giorni all’anno


La prima mezz’ora deve essere gratuita, le successive mezz’ore con prezzi a salire


Il costo corretto per un abbonamento annuo è attorno ai 40€; gratis per gli abbonati Atac; 15€ per gli studenti


Per gli abbonati Atac, l’abbonamento al bike-sharing deve poter essere utilizzabile con il bip&go della tessera Atac senza ulteriori tessere


Deve essere perseguita al massimo l’integrazione tra bike-sharing e trasporto pubblico locale. Vi devono essere stazioni di bike-sharing a fianco di ogni stazione della metropolitana, del tram, dei capolina dei bus, dei posteggi...

1 commento:

Gilli ha detto...

è vero tutto. sacrosanto. specie i lucchetti e le catene.