domenica 24 maggio 2009

1 giugno, la morte del bike sharing

La gestione del bike-sharing romano, che dal 1 giugno passa ufficialmente ad Atac, ha confezionato -a quanto anticipa il Corriere della Sera- la morte del servizio sulla città di Roma. Per la prima volta al mondo una città avrà un bike sharing con stazioni a macchia di leopardo (qualcuna in centro, qualcuna a Piazza Bologna, qualcuna a Ostia) senza la minima integrazione; per la prima volta una città del mondo avrà un bike-sharing che invece di essere pagato dalla pubblicità, viene pagato dagli utenti. Sparirà il cencetto stesso che è alla base del servizio di bike-sharing, di tutti i servizi di bike-sharing sul pianeta terra: la gratuità della prima mezzora.
Non avendo le palle per affossare definitivamente un servizio considerato "di sinistra" (ma allora come mai viene sviluppato alla grande a Milano?), la giunta del pavido Retromanno adotta la strategia di una eutanasia pietosa sfilando il bike-sharing romano dal novero di tutti gli altri bike-sharing da Parigi a Barcellona, da Milano a Lione, da Siviglia a Brescia. I tecnici di Atac non si sono evidentemente chiesti come mai, in tutto il mondo, la prima mezz'ora di utilizzo è gratuita; gli stessi tecnici non si sono chiesti come mai, in tutto il mondo, la tariffa non è uguale per tutte le ore bensì cresce all'aumentare delle ore di utilizzo per disincentivare chi tende a trattenersi per troppo tempo la bici non ri-mettendola in condivisione (ché sharing significa, in italiano, 'condivisione).
Le scelte strategiche di Atac (si pagherà 0,50 cent per ogni mezzora a partire dalla prima) porteranno il servizio ad essere inutilizzabile ed inutilizzato. A vantaggio di chi? Non certo di Atac, non certo dell'utenza cheppure con un servizio così ridotto era arrivata a oltre 3mila iscritti. A vantaggio però certamente di quel partito della macchina, anzi della maghina, che è così fantasticamente rappresentato da un anno a questa parte dall'amministrazione comunale.
Dal primo giugno l'europa e l'occidente tutto ha un motivo in più per ridere della nostra città: Roma si è inventata un modello di bike-sharing che è di fatto un noleggio bici. Ci sarebbe da ridere, se non ci fosse da disperarsi. 

PS. volete ancora ridere? La sperimentazione di questo piano durerà sino al 31 dicembre 2010. Considerando che si è iniziato a sperimentare a giugno 2008, ciò significa che si parla di due anni e mezzo di sperimentazione per un servizio che funziona dovunque e con clamorosi risultati e che quindi non ha nulla da sperimentare. Colpa dei nostri amministratori incapaci o colpa dei cittadini che si fanno tranquillamente prendere per il naso senza aprir bocca?

13 commenti:

Anonimo ha detto...

E la morte dei manutentori Cemusa!

Bike Sharing Roma ha detto...

Si, di quella parleremo nei prossimi giorni.

Anonimo ha detto...

L'Italia intera è in fase di sperimentazione: dai primi anmni '90 la nostra è un'economia di mercato fondata sui monopoli, sulle tangenti, sui favoritismi, sui particolarismi locali, sulle mafie, in sostanza una finta economia di mercato.
Per quanto riguarda la mobilità urbana propongo di appellarci all'Unione Europea, potrebbe essere una strada da percorrere..

Alessandro ha detto...

condivido la tua analisi, avevo scoperto da poco il servizio e - malgrado tutte le evidenti aree di miglioramento - già mi ci ero affezionato... :(

ora mi chiedo che fine faranno i nostri soldi per la caparra e la ricarica sulla tessera... dicono che scriveranno a casa, attendiamo di capire quando

Anonimo ha detto...

ma perchéé? dare sempre in mano a persone che non si informano e non si adattano alle regole nel mondo del bikesharing.
manifestiamo il ns dissenso ... facciamo qualcosa almeno per la prima mezz'ora gratuita, che è fondamentale. Organizziamo una manifestazione dai, prima del 1 giugno. Stefano

Anonimo ha detto...

Riporto dal sito bikesharingroma.com un articolo di Massiliano Tonelli che inquadra perfettamente la situazione che ci troveremo dal 1 Giugno a Roma, sconcerto e incazzatura (permettetemelo) vanno ad aumentare.

La difficoltà che questo importante servizio da subito si è trovato ad affrontare viene cosi annullata. Ora non voglio parlare di responsabilità... (ufficio biciclette, ass.all'ambiente, comune e ATAC ) ma di scelte.

Il noleggio bici è servito e il fallimento è assicurato. Tutte le realtà di Roma che hanno combattuto giorno e notte (e su queste pagine ne abbiamo largamente parlato) affinchè si trovasse una soluzione alla gestione di CEMUSA dovrebbero essere d'accordo nel boicottare questo falso bike sharing e chiedere a gran voce che venga restituito alla collettività quello che nel resto del mondo è una realtà consolidata.

Il sindaco ha fatto le sue scelte e noi non vogliamo pagare la sua incompetenza. Vi chiedo per l'ennesima volta una sforzo enorme, essere presenti tutti Giovedi 28 maggio ore 16:00 in Piazza del Campidoglio per scongiurare l'ennesimo fallimento.

Anonimo ha detto...

allora ci vediamo giovedi 28 maggio ore 16:00 campidoglio. Tutti in bici ovviamente!

saluti
Giacomo Elia

Anonimo ha detto...

Lettera aperta al Sindaco di Roma
(da inviare all'indirizzo: comunicazione.consiglio@comune.roma.it)

Egregio Sindaco Alemanno,

apprendiamo con preoccupazione da notizie di stampa che il servizio di bike-sharing sarà affidato dal prossimo mese di giugno all’ATAC, con nuove modalità che finirebbero per snaturarne la filosofia che ne è alla radice. Sembra infatti che sia intenzione dell’ATAC stabilire una tariffazione pari a 50 centesimi di euro per ogni mezz’ora di utilizzo.
Se tali notizie saranno confermate verrebbe appunto stravolta la stessa funzione di tale servizio, ossia incentivare l ‘uso di un mezzo di mobilità sostenibile per i brevi spostamenti urbani, consentendone l’uso ad una platea di utenti che sia la più ampia possibile. Ciò, come avviene in tutte le città europee ed italiane che hanno introdotto il bike-sharing, si realizza attraverso una tariffazione che incentivi l’uso da una stazione all’altra entro un limite ragionevole di tempo (trenta minuti), prevedendo l’utilizzo gratuito per la prima mezz’ora, con l’addebito di importi progressivamente crescenti per le frazioni orarie successive.
L’introduzione invece di una tariffa unica indifferenziata trasformerebbe l’attuale servizio di bike-sharing in un servizio commerciale di noleggio biciclette, a vantaggio esclusivo dei turisti che frequentano il centro di Roma nella bella stagione.
Il costo dell’attuale servizio potrebbe efficacemente essere coperto, come avviene in tutte le città che lo hanno finora introdotto dai ricavi degli spazi pubblicitari concessi alle società di gestione, e ciò potrebbe valere anche nel caso dell’affidamento del servizio medesimo all’ATAC (positiva riteniamo invece l’integrazione che sarebbe a tal proposito prevista nella Metrebus Card).
Pertanto, confidando in un suo efficace intervento presso gli organi competenti, e nella convinzione che la salvaguardia di un servizio estremamente utile ed apprezzato dalla cittadinanza romana, le sia a cuore quanto a noi, le porgiamo i più distinti saluti

Claudio ha detto...

Sono utente bike sharing in epoca CEMUSA. A parte qualche iniziale inconveniente sulla scheda ho apprezzato il servizio e incentivato i conoscenti a usufruirne. Concordo la visione sul cambio di tipologia del servizio che con la nuova gestione passa da supporto alla viabilita' a mero servizio di noleggio bici per turisti. Completamente sganciato da logiche ambientali e di opportunita' per la citta'. Per la nostra amministrazione comunale illuminata, bike-sharing equivale a noleggio bici. Se almeno si fossero suddivise le tipologie di utenza si sarebbe consentito di mantenere la finalita' primaria (e originaria) del servizio. Consultate pagina 12 di questo pdf http://euromobility.org/CCBS/atti/Sitta.pdf e rendiamoci conto di quanto Roma sia distante dall'obiettivo. Cerchero' di esserci Giovedi' alle 16:00.

Nelson ha detto...

FREE BIKESHARING IN ROME - LIBERIAMO IL BIKE SHARING A ROMA!!!

Anonimo ha detto...

che peccato, un'altra occasione perduta, ma perché non si guarda mai avanti in questo nostro immobile Paese?

Anonimo ha detto...

Vedrete che alla fine uscirà l'abbonamento annuale sul modello di Milano che darà la prima mezz'ora gratuita. I costi devono essere pure sostenibili in comune in dissesto finanziario. E tappezzare di pubblicità il centro storico di Roma credo sarebbe un provvedimento immediatamente bloccato dalla sovraintendenza. Siamo seri, per favore, e non prevenuti prima della partenza della nuova gestione!

Anonimo ha detto...

PEr l'ultimo commento: non si tratta di essere prevenuti ma di non farsi passare sulla testa qualsiasi provvedimento. In quanto alla pubblicità che tappezza il centro storico: ma ti sei guardato intorno? peggio di così? addirittura i monitor che urlano pubblicità nelle stazioni metro gestite proprio da atac.
francesco