Insomma la riflessione è presto fatta: se con 800mila euro si ottiene un bike-sharing ottimo come quello Milanese, con un milione se tanto mi dà tanto avremo almeno 150 stazioni in tutta Roma rispetto alle 19 attuali. Giusto? Corretto? Bhe, intanto, buona lettura...
Il Comune triplica il bike sharing
le stazioni sbarcano in periferia
Il traguardo dei 10mila abbonamenti è stato superato. E da settembre Palazzo Marino vuole spingere sull´acceleratore per far scattare la fase due del bike sharing. Con un obiettivo: far salire il numero delle rastrelliere da 100 a 350 e quello delle bici da 1.400 a 5mila. Il servizio delle due ruote in condivisione si allargherà anche in periferia
di Alessia Gallione

Le bici gialle, ormai, si vedono sempre più spesso: in media, ogni giorno, ne vengono prelevate 2.500 con punte di 3.600. Un boom che ha già mandato in affanno alcune stazioni, quelle più centrali, come Cadorna, San Babila, Duomo o Cairoli. Anche la notte visto che, da una settimana, si può pedalare fino alle 2 del mattino. Il primo traguardo verrà tagliato questa settimana, quando le rastrelliere saliranno a 103 e le bici a 1.400: è la fine della prima fase di BikeMi. Che ora il Comune vuole rilanciare. «Perché — spiega l’assessore alla Mobilità, Edoardo Croci — il bilancio è più che positivo. Il bike sharing piace ed è utilizzato: abbiamo superato i 10mila abbonamenti annuali e in quanti lo usano c’è una forte soddisfazione. Il sistema, poi, è all’avanguardia anche rispetto alle altre città europee».
Le mappa di BikeMi, oggi, riguarda soltanto il centro. Ma Croci assicura che, in questa seconda fase che prenderà l’avvio tra settembre e ottobre, le 250 nuove stazioni che verranno costruite spunteranno soprattutto al di fuori della Cerchia dei Bastioni, «di fronte alle stazioni ferroviarie, alle università, agli ospedali e ai principali luoghi di aggregazione. Privilegeremo come sempre le fermate della metropolitana perché il bike sharing è diventato a tutti gli effetti parte dei mezzi pubblici e si integra a tram, bus e metrò». Una questione aperta rimane quella degli spazi per esporre pubblicità: ogni stazione dovrebbe averne due ma, tra burocrazia e nulla osta da ottenere, a oggi solo 30 sono montati. Una decina potrebbero arrivare presto e altri 53 sono ancora in attesa dell’ultimo ok.
Il contratto fra Atm — che ha fatto la gara per il Comune — e Clear Channel però è chiaro: per far partire il servizio si sono spesi 2 milioni e 300mila euro; in tutto ne erano previsti 5, ma questa parte verrà versata per acquistare le bici e le rastrelliere della seconda fase. I costi di gestione sono coperti dalla pubblicità e, in caso di mancata autorizzazione, Atm deve versare un corrispettivo. Le spese extra sono arrivate a 800mila euro. E la cifra potrebbe salire.
2 commenti:
Salve a tutti,
sono Giacomo Elia di Velocittà, vi scrivo perchè vorremmo prendere la gestione del bike sharing (ora noleggione) romano cercando cosi di far funzionare un servizio per la collettività!
Stiamo attendendo qualche risposta da parte dell'atac e dal comune.
Vi invito a visitare il sito www.Velocitta.it
rosichiamo con questo video: http://www.ilgiornale.it/video.pic1?ID=bike_sharing
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