martedì 14 luglio 2009

Ancora guardando Milano

Vi segnaliamo questo articolo di ieri su Repubblica-Milano, non tanto per farvi\farci rosicare, quanto per far la pulce su certe cifre. Considerando che il Comune di Milano dichiara -ma solo a causa di ritardi sulla pubblicità- di avere dovuto spendere per fare un servizio da 103 stazioni che già funziona alla grande la cifra di 800mila euro (un nuovo fantastico servizio di mobilità nella seconda città d'Italia in cambio di una somma con la quale non si compra neppure 100mq in centro); ebbene oggi stesso l'assessore De Lillo, in combutta con l'assessore Marchi, dichiarano di aver pronto un milione di euro per l'allargamento del bike sharing romano (non devono averli avvertiti che il bike-sharing non c'è più da giugno e che è stato sotituito da un ciclo noleggio).
Insomma la riflessione è presto fatta: se con 800mila euro si ottiene un bike-sharing ottimo come quello Milanese, con un milione se tanto mi dà tanto avremo almeno 150 stazioni in tutta Roma rispetto alle 19 attuali. Giusto? Corretto? Bhe, intanto, buona lettura...


Il Comune triplica il bike sharing
le stazioni sbarcano in periferia

Il traguardo dei 10mila abbonamenti è stato superato. E da settembre Palazzo Marino vuole spingere sull´acceleratore per far scattare la fase due del bike sharing. Con un obiettivo: far salire il numero delle rastrelliere da 100 a 350 e quello delle bici da 1.400 a 5mila. Il servizio delle due ruote in condivisione si allargherà anche in periferia
di Alessia Gallione
Il muro dei 10mila abbonamenti annuali è stato appena superato. E, in poco tempo, si potrebbe raggiungere quota 15mila: il “punto di rottura” che manderebbe in crisi il sistema, lasciando sguarnite le stazioni e rendendo insufficienti per tutti le biciclette. È per questo che, adesso, Palazzo Marino vuole spingere sull’a cceleratore. Per far partire a settembre la “fase 2” del bike sharing. Con un obiettivo: aumentare entro il prossimo maggio anche fuori dal centro il numero delle rastrelliere da 100 a 350 e quello delle bici da 1.400 a 5mila. Ma c’è ancora un ostacolo da superare, quello della pubblicità. Degli oltre 200 impianti che servono per ripagare il servizio di due ruote in condivisione, solo 30 sono stati montati. E il conto che deve pagare Atm per coprire il mancato incasso di Clear Channel, la multinazionale che gestisce BikeMi, è arrivato a 800mila euro. È partito in sordina lo scorso dicembre. Ma in sette mesi, il bike sharing ha già raggiunto 10mila abbonati. Numeri che raccontano un successo e che devono essere sommati ai 5mila abbonamenti giornalieri e ai mille settimanali.

Le bici gialle, ormai, si vedono sempre più spesso: in media, ogni giorno, ne vengono prelevate 2.500 con punte di 3.600. Un boom che ha già mandato in affanno alcune stazioni, quelle più centrali, come Cadorna, San Babila, Duomo o Cairoli. Anche la notte visto che, da una settimana, si può pedalare fino alle 2 del mattino. Il primo traguardo verrà tagliato questa settimana, quando le rastrelliere saliranno a 103 e le bici a 1.400: è la fine della prima fase di BikeMi. Che ora il Comune vuole rilanciare. «Perché — spiega l’assessore alla Mobilità, Edoardo Croci — il bilancio è più che positivo. Il bike sharing piace ed è utilizzato: abbiamo superato i 10mila abbonamenti annuali e in quanti lo usano c’è una forte soddisfazione. Il sistema, poi, è all’avanguardia anche rispetto alle altre città europee».


Le mappa di BikeMi, oggi, riguarda soltanto il centro. Ma Croci assicura che, in questa seconda fase che prenderà l’avvio tra settembre e ottobre, le 250 nuove stazioni che verranno costruite spunteranno soprattutto al di fuori della Cerchia dei Bastioni, «di fronte alle stazioni ferroviarie, alle università, agli ospedali e ai principali luoghi di aggregazione. Privilegeremo come sempre le fermate della metropolitana perché il bike sharing è diventato a tutti gli effetti parte dei mezzi pubblici e si integra a tram, bus e metrò». Una questione aperta rimane quella degli spazi per esporre pubblicità: ogni stazione dovrebbe averne due ma, tra burocrazia e nulla osta da ottenere, a oggi solo 30 sono montati. Una decina potrebbero arrivare presto e altri 53 sono ancora in attesa dell’ultimo ok.

Il contratto fra Atm — che ha fatto la gara per il Comune — e Clear Channel però è chiaro: per far partire il servizio si sono spesi 2 milioni e 300mila euro; in tutto ne erano previsti 5, ma questa parte verrà versata per acquistare le bici e le rastrelliere della seconda fase. I costi di gestione sono coperti dalla pubblicità e, in caso di mancata autorizzazione, Atm deve versare un corrispettivo. Le spese extra sono arrivate a 800mila euro. E la cifra potrebbe salire.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Salve a tutti,
sono Giacomo Elia di Velocittà, vi scrivo perchè vorremmo prendere la gestione del bike sharing (ora noleggione) romano cercando cosi di far funzionare un servizio per la collettività!

Stiamo attendendo qualche risposta da parte dell'atac e dal comune.

Vi invito a visitare il sito www.Velocitta.it

Alessandro ha detto...

rosichiamo con questo video: http://www.ilgiornale.it/video.pic1?ID=bike_sharing