lunedì 3 agosto 2009

Vogliamo essere costruttivi

Proviamo ad essere costruttivi. A lanciare il sasso nello stagno dell'estate per vedere se ancora tutti fanno finta di non sentire. Proviamo a vedere se almeno noi riusciamo a starcene con la coscienza a posto, nel massacro che è stato fatto del bike-sharing romano da parte di Atac. Ecco la nostra proposta. Cosa ne pensate?


La soluzione per trovare superfici pubblicitarie interessanti, durevoli e credibili per gli eventuali gestori del bike-sharing romano potrebbe essere -visto l'inaggettivabile mercato capitolino della pubblicità che, lasciato storicamente nella anarchia più totale, non permette margini di manovra da parte dell'amministrazione- potrebbe essere dicevamo una proposta innovativa rispetto a tutte le soluzioni adottate in altre realtà.

Si tratterebbe di utilizzare come superfici pubblicitarie le palizzate e le recinzioni dei cantieri comunali e municipali -o afferenti al comune ed ai municipi- relativi ad opere cantierate per medio o lungo periodo (non i piccoli cantieri di manutenzione ordinaria e stradale quindi). Il dispositivo garantirebbe ai concessionari superfici in zone variegate e pregiate: pensiamo alle stazioni della metroC e metroD, ai grandi progetti come il CampidoglioDue, la Nuvola dell'Eur, il Macro, l'acquario dell'Eur, piazza Augusto Imperatore, la città dei Giovani all'Ostiense, i due nuovi ponti sul Tevere, l'ex Mattatoio, le centinaia di pup dal centro alla periferia, i nuovi mercati come quello di Testaccio, i nuovi capolinea tranviari e i tanti cantieri di Atac come il nodo di Termini e naturalmente tutti i cantieri che negli anni verranno. La soluzione inoltre assicurerebbe un'arma in più alla lotta al degrado. Le recinzioni dei cantieri infatti sono quasi sempre bersagli di writer, vandali e imbrattatori, sono oggetto di pubblicità abusiva (anche ad opera dei partiti politici) e contribuiscono non poco a squalificare le zone interessante che così subiscono oltre al disagio per il cantiere anche un deficit di decoro. Affidare gli esterni dei cantieri a privati (magari, ove opportuno e consentito di concerto con la soprintendenza con impianti luminosi e lightbox) permetterebbe in un colpo solo di "mettere a reddito" superfici abbandonate e di aumentare la sicurezza per i cittadini abbattendo il degrado urbano.

Solo dai cantieri che abbiamo sopra elencato si può evincere l'impatto che la gestione di queste superfici pubblicitarie potrebbe avere. In sede di bando, l'Atac sarebbe insomma cosi in grado di mettere sul piatto della bilancia (unendo questa nuova proposta alla vecchia, sempre nostra e già vagliata dall'Atac stessa, di inguainare con adesivi pubblicitari i treni di metroA e B) uno stock di spazi che potranno consentire di richiedere un servizio di bike-sharing paragonabile a quello di Parigi e di Barcellona e, come auspicato dall'assessore De Lillo doppio rispetto a quello milanese e dunque dimensionato sulle 10mila biciclette per 700 stazioni circa. In tutti i 19 municipi.

7 commenti:

Anonimo ha detto...

Hanno inaugurato pure a Ostia...con 20 biciclette !!! Non saranno troppe ?

Anonimo ha detto...

e tre stazioni!! beh qui tocca godersi le piccole cose di ogni giorno.. diciamo che è una buona notizia va...

Alessandro ha detto...

meglio pagare un abbonamento che le ennesime concessioni pubblicitarie...

Comunque, seppur poche, le biciclette di ostia sono una buona cosa...E a breve aprirà anche il III municipio.

Anonimo ha detto...

Alessandro vuoi scherzare vero? Sì, senz'altro vuoi scherzare! Che le biciclettine a Ostia siano una cosa buona non lo mette in dubbio nessuno. Il problema è che NON E' BIKE-SHARING. E' come dire, altrimenti, che i calessi in centro per i turisti sono un servizio di trasporto pubblico. NON E' COSI'. Non so se è chiaro il concetto... Dicci di si.
Il Comitato.

Alessandro ha detto...

Ma infatti ho scritto che voglio l'abbonamento, e so per certo che l'Atac ci sta pensando davvero ad istituire un abbonamento. Del resto nessuna città ha il bike sharing completamente gratis, i costi vanno sostenuti e non si può volere la botte piena e la moglie ubriaca.

Anonimo ha detto...

Ma infatti nessuno vuole nulla di diverso dalle altre città: semplicemente quello che succede nelle altre città. Benvenga l'abbonamento. A Milano sono 36€ l'anno. E posso girare tutto il gionro, per venire in ufficio, per andare in pausa pranzo al ristorante che preferisco, per fare un po' di shopping alla sera. Vogliamo fare una media su 200 giorni lavorativi? Facciamo 4 spostamenti al giorno. Nei rimanenti giorni di ferie o sabati facciamo una media approssimativa di 2. Siamo ben oltre i 1000 spostamenti annui. Arrotondiamo a mille tondi. A Milano spendo 36€, a Roma ne spendo 500€. E dunque, visto che sono troppe, non le spendo affatto e non uso il servizio, uso la maghina, ingolfo la metro, piglio lo scooter... E' chiaro il concetto oppure non è chiaro?
il Comitato

Anonimo ha detto...

Concordo, come le altre città, niente di più, nè di diverso. E' così difficile farlo, è così diffcile copiare dove funziona ? O si deve istituire una commissione speciale e prendere dei consulenti. Basterebbe un pò di buona volontà, un pò più di 20 biciclette..considerando la gente che gira per Ostia !