lunedì 7 settembre 2009

10 comandamenti per un flop annunciato

A beneficio dei lettori vecchi e nuovi che affluiranno qui dal sito romano del Corriere della Sera che oggi ci dedica un articolo, vogliamo elencare per chiarezza, trasparenza e brevità quale sia la situazione attuale del bike-sharing romano. Con una premessa, tuttavia: a Roma da giugno 2009 non c'è alcun bike-sharing. Ma procediamo per punti:

1. a giugno 2008 a roma inaugura uno scadente servizio sperimentale di bike-sharing gestito da cemusa, multinazionale spagnola: poche stazione, poche bici, poca integrazione coi mezzi pubblici...

2. nonostante tutto il servizio ha un buon successo di pubblico, raggiungendo e superando i 3000 abbonati nella piccola area del centro storico servita dalle stazioni

3. alla fine del periodo di sperimentazione viene a lungo menato il can per l'aia finché cemusa non è costretta a rinunziare; il comune passa la gestione del servizio ad atac

4. immediatamente atac 'suicida' il servizio. a roma si passa da un bike-sharing scadente ad una cosa che bike-sharing non è: eliminando la prima mezz'ora gratuita (presente in tutti i bike-sharing del mondo) e togliendo il disincentivo a tenere a lungo la bicicletta (ogni mezz'ora costa uguale alla precedente, il prezzo non sale con il tempo), il servizio si trasforma in un banale e patetico ciclo-noleggio

5. proprio dalle pagine del corriere della sera il capo di atac, massimo tabacchiera, è capace di affermare, senza che questa ignominia gli venga contestata dall'intervistatore, che la prima mezz'ora di utilizzo è diventata a pagamento perché altrimenti veniva usata in maniera anomala dai ciclisti che cercavano di non sforarla per non pagare. peccato che questo utilizzo 'anomalo' è l'utilizzo di tutti i bike-sharing esistenti al mondo. sarebbe come dire che i marciapiedi vanno eliminati poiché i pedoni tendono ad utilizzarli invece di prendersi le loro responsabilità e rischiare la passeggiata in mezzo alla strada.

6. a condimento di tutto questo atac congegna un metodo di abbonamento che non chiede la carta di credito agli iscritti (uno caso mondiale di bike-sharing cui ci si può iscrivere dando la carta d'identità e basta!!!). si accorgono della idiozia solo dopo che utenti più svegli di loro gli fottono 50 biciclette...

7. intanto il servizio letteralmente muore. è di fatto inutilizzabile per chi lo utilizzava prima. il bike-sharing, occorre ricordarlo, nasce e si sviluppa come strumento di mobilità per quello che si chiama l'ultimo miglio da casa al lavoro o, ancor di più, dalla fermata del mezzo pubblico al lavoro. a roma, oltre che per questo utilizzo, veniva utilizzato durante la pausa pranzo (cosa da noi qui documentata e commentata) per una passeggiata, o per raggiungere colleghi e amici per un pranzo insieme. ebbene questo utilizzo prevede, per ogni giornata lavorativa, 4 prelievi di bici di media. fatti 20 i giorni lavorativi e moltiplicati i giorni per i prelievi abbiamo grossomodo 80 prelievi al mese. prima tutto questo era gratuito (come accade in tutti i bike-sharing de mondo, da milano a parigi, da lione a barcellona), oggi 80 prelievi costerebbero all'impiegato del centro storico iscritto al bike-sharing la bellezza di 40€ al mese. Togliendo un po' di ferie e di malattie fanno 400€ l'anno per un servizio che fino ad un momento prima era gratuito. e sono stime per difetto: insomma, conviene pigliare il taxi! poi, naturalmente, visto che il servizio non lo usa più nessuno né i cittadini possono muoversi in libertà con le bici pubbliche, ne l'atac incassa i famosi e ridicoli 400€ annui. semplicemente il servizio si blocca.

8. ma c'è un'altra statistica che mette i brividi. prendiamo una moneta da un euro e investiamola in mobilità sostenibile. autobus contro bike-sharing, entrambi gestiti dall'atac. con un euro ho, udite udite, 75 minuti di autobus (il biglietto bit) e 60 minuti di bike-sharing. praticamente a roma, unico caso sulla faccia della terra, andare in bike-sharing, respirare i miasmi dell'inquinamento, sudare, pedalare, liberare dei posti su bus e metro, costa di più che prendere autobus o metrò... insomma un servizio scandalosamente caro, l'unico bike-sharing al mondo che dovrebbe essere pagato dagli utenti e non dalla pubblicità. l'unico bike-sharing al mondo che è di fatto un nolo-biciclette interessante tuttalpiù solo per i turisti e che, giustappunto, fa concorrenza slealissima ai noli bici preesistenti in città.

9. volete ancora ridere? atac si è presa, a partire da giugno 2009, un anno e mezzo per sperimentare il servizio (che era già sperimentato per 12 mesi da cemusa!). avete letto bene: un anno e mezzo. fino al 31 dicembre 2011 per sperimentare qualcosa che funziona ovunque, con successo clamoroso. una sperimentazione che, poi, sperimentazione non è essendo dotata di 19 stazioni e 150 biciclette. altrove, ad esempio a milano, la sperimentazione è dotata di 103 e ha risultati eccellenti.

10. a proposito di milano, vediamo come vanno i bike-sharing fuori da questa presa per i fondelli orchestrata dalla premiata ditta alemanno-tabacchiera: parigi ha letteralmente cambiato faccia, ci sono 16mila biciclette e ormai il 10% degli spostamenti urbani si svolge su bicicletta e, si noti bene, anche parigi ha i suoi colli (altroché), anche parigi ha un traffico indiavolato, anche parigi ha boulevard pericolosissimi dove le auto sfrecciano come matte e, udite udite, anche parigi ha i suoi tremendissimi sampietrini, eppure si è trasformata in due anni da una città ostile ai pedali alla capitale mondiale delle biciclette: roma -con un clima migliore e con pochissimi giorni di pioggia e freddo all'anno- avrebbe potenzialità simili. barcellona e lione (qui il bike-sharing di massa è nato, grazie alla multinazionale jcdecaux) seguono parigi a ruota e subito dietro sta milano, dove già si parla di ampliare il servizio a 5mila biciclette a brevissimo. ma basta avere un amico o un parente a milano per farsi raccontare come è cambiata la prospettiva per chi gira in centro città: il servizio ha problemi, sì, ma tutti dovuti al troppo successo inaspettato anche dalla multinazionale clear channel che lo gestisce. ma roma sfigura anche davanti a città medio piccole: i servizi di bergamo o di brescia (con la loro brava prima mezz'ora rigorosamente gratuita) sono di gran lunga migliori di quello di roma...

conclusioni? niente di più semplice: il servizio è stato anestetizzato e violentato per poter dire, tra qualche mese, la classica frase: "eh, cosa volete, ci tocca chiuderlo, ai romani non piace, roma non è adatta alle bici...". Noi, peraltro, da par nostro una soluzione l'avevamo pure proposta...

E' tutto chiaro o occorrono ulteriore precisazioni?

25 commenti:

Alessandro ha detto...

Hai ragione, Massimo Tabacchiera è un disastro. Pensa che quando avevo 13 anni lui era già presidente di AMA e mi promise, dinnanzi sindaco e giornalisti, di ripulire Roma dai graffiti...La storia sappiamo bene com'è andata a finire.
Tuttavia in Atac, ne sono certo, ci sono persone eccezionali (basti vedere i progetti di atac mobile, utt, etc. per capire che c'è qualcuno lì dentro che riesce a sviluppare progetti tecnologici interessanti in servizio alla mobilità generale...Per quanto riguarda il bikesharing c'è da dire che il servizio allo stato attuale può solo che migliorare...E le aperture di nuove stazioni sono benvenute se vedrà rivista tutta l'offerta commerciale come io proponevo (copiando il modello milanese che è perfetto...altro che pubblicità massimiliano!)

Anonimo ha detto...

Fantastico questo decalogo!!! E infatti il Corriere della Sera -davvero indifendibile- questo articolo si è guardato bene da portarlo 'su carta', lasciando spazio invece sul cartaceo all'ennesimo panegirico di Tabacchiera. Diventato un eroe nazionale perché si è aumentato lo stipendio di 210mila euro.

italoa ha detto...

Io vivo a Milano..

Copiamo il bike sharing di Milano e BASTA..
- Garanzia su Carta di credito (o RID in banca ) contro i furti e lo smarrimento tessera
- Fee annuale di 36 Euro
- prima mezzora gratuita
- bike sharing pagato con gli spazi pubblicitari del comune dati in gestione alla società del bike sharing (come avviene tra i popoli "civilizzati" e non "maccheronizzati".. ndr..)
--------
STOP.
Questo è sufficiente..
PS.
Visto che pèer una volta i cosiddetti "blogger" hanno preso "visibilità" civile, invito l'autore del blog a non mollare la presa e a continuare a martellare ATAC, COmune e GIORNALI su questi temi...

Per una volta cerchiamo di sfruttare il potere dell'informazione a fin di bene... impedendo la "porcata" di far finta che è un servizio non voluto dai romani... Cornuti e mazziati..

Un Saluto!
italoa

Anonimo ha detto...

Tutto assolutamente vero, anzi sacrosanto!

Anonimo ha detto...

Troppi raccomandati e/o coglioni a gestire i servizi essenziali della città. Vedi ATAC, vedi AMA. Mandiamoli via

Anonimo ha detto...

Ma chi è 'sto Tabbacchiaro? Ce l'ha una testa per pensare? Certa gente dovrebbero mandarla a pulire il sugo dalle pentole alla mensa della caritas.

Anonimo ha detto...

tra le altre cose carine un particolare... il sito del bikesharing dell'atac non accetta commenti... non so se secca solo quelli critici o proprio tutti... ma i commenti sono sempre eloquentemente a zero

Alessandro ha detto...

Il sito del bikesharing non accetta commenti solo per un motivo... gli arrivano miliardi di commenti spam (basta guardare in basso a destra "ultimi commenti" per capire che è impossibile moderare tale situazione se non mettendo un "verifica parola"come ha fatto google. Se volete mandare suggerimenti, critiche, reclami, etc. usate il canale Atac risponde o il modulo di contatto.

Anonimo ha detto...

La speranza è l'ultima a morire...ma con i tempi biblici che hanno, muoriamo prima noi !
Se ho letto bene l'Atac si è presa tempo fino a Dic 2011 per sperimentare il servizio ?
Ogni mese dovrebbero: aprire nuove stazioni, anche solo 2/3; mettere qche decina di bici e fare qche km di pista ciclabile. Alla fine dell'anno sarebbe sicuramente un bel lavoro

Nelson ha detto...

vogliamo il bike sharing a roma come nelle migliori capitali d'europa, invece siamo peggio del terzo mondo!
non è possibile andare avanti così,
è uno scandalo!
vergogna!

italoa ha detto...

Non interessiamoci alle polemiche...
non facciamo il gioco del nemico..

Diciamo chiaramente:
NOI VOGLIAMO IL BIKE SHARING A ROMA !!

Lo vogliamo poter usare. Lo vogliamo perchè è stato un successo di utilizzatori. Non ci stiamo a farlo fallire per una "gestione sbagliata" o approssimativa.

Vogliamo poter andare andare in BICI A ROMA.

Ribadiamo tutti insieme: VOGLIAMO IL BIKE SHARING come le altre città-capitali del mondo civile !!

Niente premesse per poter fare chiudere il servizio in futuro.
Se non sono in grado LORo di farlo funzioanre che si passi a CLEAR CHANNEL (lo stesso di MILANO) e si metta in piedi lo stesso sistema di MILANO !!

Che funziona alla grande!

PAssate la voce! Vogliamo un bike sharing decente... niente scuse..

Saluti.
Italoa

Maria Paola ha detto...

Il bike sharing a Roma si può anzi SI DEVE fare e migliorare.
E'la volontà del committente a mancare. Per i progetti sui quali il Comune spinge (lo so, visto che in atac ci lavoro) tutto corre e scorre velocemente, le risorse umane e finanziarie vengono sempre trovate e impiegate.

L'impressione sul bike sharing invece è che non abbia trovato "sponsor" politici di alcun tipo, anzi peggio che sia più che altro considerato una rogna affibiata dal Comune, che non sapeva bene a chi sbolognarla.

Una città abbandonata a sè stessa e alle auto da una giunta miope e retrograda (ma nemmeno quella del cementificatore Veltroni ci aveva mai puntato, sia chiaro). Il futuro sarà ancora fatto di ingorghi e malattie da polveri sottili, state tranquilli.

COMITATO BIKE SHARING ROMA ha detto...

Paola sentiamoci anche via email all'indirizzo del comitato, che un'insider in Atac fa sempre comodo. Con la massima riservatezza, beninteso. Scrivici.

italoa ha detto...

Invito il responsabile del blog a contattare anche gli altri blog che si occupano del bike sharing romano (e anche non romano) a fare "quadrato" circa queste ultime notizie.

In particolare ho trovato:
http://www.romapedala.splinder.com/post/21264921#comment

Potreste fare un post "comune" per invitare tutti i "lettori" a mettere in chiaro il fatto che il BIKE SHARING A ROMA E' BENVOLUTO, è che non si accetteranno scuse future del tipo: "i romani non lo vogliono"...

Se è vero, come è vero che scrive MAria Paola, che in Comune è una grana allora non facciamociprendere per fessi e facciamoci sentire...

Scrivete un comunciato congiunto è chiedete che venga pubblicato da tutti i blog "amici" o vicini alle tematiche della mobilità sostenibile.
Poi inviatelo alla redazione locale del Corriere, repubblica, il Messaggero, etc..

..E vediamo l'effetto che fà..

PS. Potete anche fare una "scheda" ROMA VS. MILANO
per emttere a confronto le "caratteristiche" del noleggio bici romano con BIKEMI... (iviatela nche alle redazioni dei suddetti giornali..)

PS. Inviatela anche a FIAB Ciclobby di MILANO che sicuramente vi aiuteranno, cheidendo magari di pubblicare un comunicato di "solidarietà"...

Saluti..non perdiamo il treno.. e la bicicletta!

homomobilis ha detto...

per quel che conta, io ho provato a parlarne su homo mobilis (http://homomobilis.wordpress.com/), e resto a disposizione nel futuro, se aveste bisogno di qualcuno che vi faccia da megafono. Forza e coraggio.

sessorium ha detto...

Che bel blog.

daniele ha detto...

il tempo si è fermato...
Leggere oggi quest'articolo fa venire da piangere
http://www.06blog.it/post/2474/anche-a-roma-il-bike-sharing-obiettivo-20000-bici-nel-2008

Anonimo ha detto...

è semplicemente scandaloso, ci dobbiamo muovere e portare alla conoscenza di più persone possibili la questione... perché non pensare anche al tg3 regionale mi è sembrato sempre molto attento a queste tematiche e ai problemi sollevati dai cittadini.
Non molliamo!!!

Anonimo ha detto...

Carissimi!Sono il ragazzo del commento precedente. Si potrebbe porre il problema all'attenzione della trasmissione "Buongiorno regione" (a cura della tg3 regionale) dal momento che ha anche uno spazio dedicato alla mobilità. E si potrebbe porre la questione all'attenzione di Chiara Lico giovane giornalista nonché conduttrice di Buongiorno regione anche a partire dal suo blog: http://chiaralico.blogspot.com/
Che ne pensate?
Saluti!
Luigi

sessorium ha detto...

Chiara sarebbe perfetta. Chi la può contattare?

Deamaltea ha detto...

Salve,
stiamo seguendo la vicenda anche sul nostro blog:
deamaltea.wordpress.com

da dove seguiamo anche da vicino il bike sharing milanese.

Auguri!
PS. Se voelte pubblichiamo anche noi l'eventuale notizia..
Saluti

Anonimo ha detto...

...credo che per contattare Chiara tramite il blog non ci siano problemi.
Luigi

Alessandro ha detto...

Il 20 aprono le stazioni del III municipio
http://www.atacbikesharing.com/Blog/articolo.asp?articolo=14

Anonimo ha detto...

L'inaugurazione è stata rinviata

eadessopedala 06 - 89822783 ha detto...

Credo che l'ideale sarebbe stato un' azienda privata che avrebbe avuto tutto l'interesse per far funzionare "il business". Purtroppo i soliti furbi del comune hanno pensato che ad arricchirsi dovevano essere loro. Hanno messo i bastoni fra le ruote finche gli altri hanno mollato per sfinimento. L'attuale giunta si è trovata la patata bollente e non credo che sia interessata. Quindi come ha detto Maria Paola "l'ha sbolognata". Il cammino è lungo ma bisogna percorrerla, insistere. Perché ci piaccia o no lo smog non ha colore politico. Tocca a tutti allo stesso modo.