martedì 22 settembre 2009

Milano, ancora Milano

Il bike-sharing a Milano sta diventando una cosa trendy -dice l'assessore alla mobilità della capitale del Nord-; il 5% dei milanesi, ormai, si sposta con le bici condivise e, infine, è stata rilasciata l'applicazione per l'iPhone che permette di scoprire stazioni libere più vicine. Queste alcune chicche dal salone del ciclo. Questi i motivi per cui il nostro sentimento dell'invidia verso Milano si fa sempre più feroce. Questa la causa per cui, i nostri, devono vergognarsi come bestie!

17 commenti:

Deamaltea ha detto...

Salve!
Anche noi abbiamo pubblicato notizia dell'iphone...

Inoltre Milano adesso vuole integrare la tessera dell'ATM (Società degli autobus milanese, equivalente di ATAC) con il BIKE SHARING (sconti e rimborsi sulla tessera bike sharing annuale) e con il CAR SHARING...

Un Modello INTEGRATO.
Pare lo voglia fare anche con il singolo biglietto "unico" per i servizi di mobilità sostenibile..

Voi continuate a scrivere e a diffondere le "differenze" tra le due città.

MArtella martella i romani devono SAPERE!!

E qualcosa potrà cambiare..
SAluti

Deamaltea ha detto...

PS.
Scusate se volete vedere dei video fatti dal politecnico di Milano per promuovere l'uso "normale" e "feriale" della bici guardate qui:
Con Bikemi cresce la mobilità su due ruote

http://deamaltea.wordpress.com/2009/09/18/con-bikemi-cresce-la-mobilita-su-due-ruote/

Alessandro ha detto...

Il bello di avere il bike sharing con l'Atac è che anche noi, un giorno, forse avremo l'integrazione...Il brutto è la mancanza di consapevolezza di cosa possa essere il bike sharing per la mobilità.

Bici in città per lavoro ha detto...

Alessandro,
purtroppo è la volontà e un buon progetto che ci vuole...

A Milano è una società privata (Clear Channell) che si occupa del bike sharing, ciò non osta al fatto che l'assessore all'ambiente vuole fare abbonamenti integrati BUS-METRO-PASSANTE FN-BIKE SHARING-CAR SHARING.

Il biglietto integrato è una realtà in alcune città all'estero..

Che sia ATAC di per sè non garantisce nulla per il futuro.

Bisogna sapere se ci puntano veramente o se il bike sharing roamno è solo uno "spot ambientale" temporaneo..

Però i romani nel 2009 dovrebbero volere di più da una città europea come Roma... e non solo l'Amrcord dei vecchi film di Albertone e Fabrizi...

che poi ai tempi del primo novecento Roma era "ecologica" con una rete di tram elettrici che averceli ora...

Rompete le scatole e pretendete all'atac e all'assessore alla mobilità di Roma..

saluti

Anonimo ha detto...

... mi chiedo: Ma Sergio Marchi, assessore alla mobilità, ha mai messo la testa fuori Roma? Non pretendo le altre grandi e all'avanguardia città europee, ma Milano... possibile che non c'è mai stato o che non ha qualche amico lì che usa il bike sharing? Bha, nelle mani di chi siamo...
Luigi

Alessandro ha detto...

Anche dietro atac c'è una società seria come Bicincittà (basta guardare il curriculum delle installazioni...Ma come, avevo scritto, l'Atac ha poca lungimiranza in materia...

P.s. come fai a fare un biglietto integrato con il bikesharing qui a Roma che il sistema di prelievo è magnetico (non a codice, non con banda magnetica, non con codice a barre)??? Al massimo puoi integrare gli abbonamenti (metrebus card).

Rompete le scatole e pretendete all'atac e all'assessore alla mobilità di Roma. lo faccio tutte le settimane... Però l'assessore competente devo ancora capire se sia Marchi (mobilità e quindi controllore di Atac) o De Lillo (ambiente e quindi relatore dei progetti ciclabili)...Vuoi vedere che una delle molteplici ragioni dello stallo sia anche quest'ambiguità di giurisdizione?

bici al lavoro e diritti alla mobilità ha detto...

Alesandro,
non era una critica il "rompete le scatole" ma una filosofia di vita del cittadino che invocavo in generale.. ;)

Fai benissimo a "rompere le scatole"..

Rompere le scatole vuol dire anche semplicemente discutere qui e altrove sui forum e blog vari il bike sharing romano...
Mettere in evidenza pecche e difetti e la volontà che non apssi in sordina...

Poi... mi stupisco notevolmente che le edizioni locali di Corriere e Repubblica non seguino il bike sharing...
Ci siamo meravigliati per un articolo... bisogna "rompere le scatole" anche ai giornali.. ;)

E' positivissimo il fatto che seguano questo forum/blog e che vengano "attivati" maggiormente"..

Quindi andiamo avanti...

PS.
Il confronto con altre città è sacrosanto poichè non deve sembrare che il bike sharing=servizio pubblico (come tram e bus) è uno snobismo da sportivi ambientalioti..

Luigi ti sembra poco un abbonamento annuale che comprenda anche il bike sharing???
E' il concetto culturale che cambia.

I cittadini che non conosco il bike sharing devono capire che è un servizio pubblico come il BUS e NON per i fissati della bici da corsa...

PS. Sul concetto bici da corsa VS. bici dacittà per andare al lavoro bisognerebbe tornarci in futuro..
(vedi Fiab Ciclobby e la campagna bici al lavoro)..

Saluti!

bici in città ha detto...

A modest proposal..

Volevo aggiungere che le associazioni ciclistiche romane dovrebbereo unirsi per inviare comunicati stampa a:
Corriere, Repubblica, Messaggero con dei comunicati che prendano posizioni circa la gestione del bike sharing romano...

Anche solo dire:
Noi vogliamo il bike sharin in un certo modo,es con tessera integrata, prima mez'ora gratis, etc..

Per dire semplicemente: noi ci siamo..

E' una informazione per "attivare" l'attenzione degli editor delle cronache locali.. etc.

Qualcosa, spero, si muoverà!
Anche per dire della confusione su chi rivolgersi per gestire il sistema se Marchi o De lillo..

Saluti

roma e mob sostenibile ha detto...

A proposito ho fatto due ricerche sul cmune di roma:

Guardate qui' e ditemi se al comune di roma tra i temi della mobilità sostenibile c'e' il bike sharing:
(occorre cambiare concetto culturale..ndr)

comune di roma mobilità sostenibile
http://www.comune.roma.it/was/wps/portal/!ut/p/_s.7_0_A/7_0_21L?menuPage=/Area_di_navigazione/Sezioni_del_portale/Dipartimenti_e_altri_uffici/Dipartimento_VII/Mobilit-13-_sostenibile/&flagSub

Vedi anche
mobility manager
http://www.comune.roma.it/was/wps/portal/!ut/p/_s.7_0_A/7_0_21L?menuPage=/Area_di_navigazione/Sezioni_del_portale/Dipartimenti_e_altri_uffici/Dipartimento_VII/Mobilit-13-_sostenibile/Mobility_Manager/

Alessandro ha detto...

Pagina 8 di Metro di oggi...Leggete.

Analisi interessante...

bici a roma ha detto...

E' sul cartaceo vero?
Edizione del 25 settembre, potresti dirci il titolo dell'articolo che forse lo trovo sul sito on line???

Grazie.

bike sgharing e roma ha detto...

E' questo??...
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Bike sharing : '' Qui in Italia sbagliate tutto''
2009-09-25 07:47:00


Pedro ha rimesso le lancette avanti di vent’anni. E mentre mezzo mondo, affogato nello smog, scopre il bike sharing che lui ha inventato venti anni fa, ieri ha detto chiaro e tondo che «il bike sharing è ormai superato, serve solo per i turisti». Vediamo perché.

Fino ad oggi il “suo” bike sharing era l’avanguardia della sostenibillità. Cosa è cambiato?
– Tutto. Quando lo inventai, nel 1989, le biciclette erano un bene costoso. Oggi i cinesi le producono per 4-8 dollari l’una, e se ne trovano ovunque per 60, 100 euro. Il risultato è che 1 persona su 4 ha una bici. Tutte stipate sui balconi, nei garage, mai utilizzate: mi vuol spiegare che necessità c’è, allora, di condividere una bici se già ne possediamo una? Non ha più senso.
Tuttavia la mobilità sostenibile era un problema e oggi lo è ancora di più...
– Certo. Perciò le amministrazioni oggi devono chiedersi: una volta che la gente compra la bici, che fare perché la usi?
Come?
– Ho presentato il mio progetto a Washington allo staff di Obama, e oggi al ministero dell’Ambiente italiano, perché sto cercando contributi per realizzarlo. Parto da un presupposto: la gente chiede alla mobilità comodità e sicurezza. Comodità: ho brevettato un complesso sistema di stazioni sosta interamente automatizzate. Lasci lì la tua bici, e non in cantina. Allarmi infrarossi, caricabatterie per mezzi elettrici e così via: basta uscire di casa e trovarla pronta: come si fa con l’auto.
E la sicurezza? Guardi: la storia delle infrastrutture non attacca: ci vogliono 20 anni per fare 1 metro di ciclabile…
– Se ci sono, è meglio. Altrimenti la massa di bici che scenderà in strada condizionerà le auto, facendole andare più piano delle due ruote. È questa la vera rivoluzione.
Qualche numero per confortare la sua tesi?
– Si parla molto del bike sharing di Parigi, con 20 mila bici. Se è vero che una persona su 4 in Occidente ha una bicicletta, a Parigi, che ha 12 milioni di abitanti, ci sono 3 milioni di biciclette. Mettiamo che di queste un quinto sia sensibile alla mia idea: sarebbero 600 mila bici in giro per la città. Che dice, meglio 600 mila o 20 mila? (ANDREA BERNABEO)

Il futuro? È adesso
Nome Pedro Kanof.
Vive tra Washington eMilano.
Cosa ha fatto: Nel 1989 ha inventato il bike sharing. Oggi però lo considera superato: «Tra 4 anni le bici avranno l’aria con
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PS.
Anche se può avere ragione per quelle cittadinaze che sono "avanzate civicamente" NON sono d'accordo con lui.

Il bike sharing non deve essere visto solamente come un "meccanismo" ma come un CAVALLO DI TROIA per far passare il concetto che una mobilità alternativa e sostenibile è possibile!!

Ossia, ben venga se dopo la diffusione dell'USO (con prova) della bicicletta da parte di chi MAI si sarebbe sognato di andare al lavoro in due ruote, il bike sharing lasciasse il posto alla bici di proprietà.

In Italia il bisogno è quello di far provare a chi non è avvezzo alla bici-lavoro la POSSIBILITA' di usarla...

Poi superata la fase di CIVILIZZAZIONE si può anche acquistare una bici propria..

Voi che ne pensate?
Saluti

sempre bici a roma ha detto...

PS. 2.
Invece i ude temi centrali che mette in evidenza li concordo in pieno:

1) Fondamentali le velostazioni (anche sorvegliae ma anche no)

Parigi ha avuto il boom della bici non per il bike sharing ma perchè hanno costruito velostazioni in quali ogni fermata della metro: concetto intermodale metro + bici..ndr)

Questo concetto di stazioni bici integrate a metro e treni RER è la vera bomba-chiave di volta..

2) Non sono "necessarie" necessitamente (scusate il gioco di parole) le piste ciclabili. I Cittadini se hanno la possibilità di lasciare la bici in stazioni velostazioni non esitano ad andare su strada con il mezzo. Non è mai stato un impedimento. tanto meglio se ci sono...

Ergo..
Chiediamo Velostazioni anche custodite (o in zone tranquille) a:
Satzione Termini
fermate Metro

nei progetti della nuova metro C e D..?? hanno pensato a costruire velostazioni con tettoia antipioggia??

Che dice l'assessore alla mobilità sostenibile del Com. di roma??

Si dovrebbe partire da qui..

Saluti!

Anonimo ha detto...

http://www.metronews.it/economia/bike-sharing-qui-in-italia-sbagliate-tutto.html?Itemid=30457%3Fexp%3D1

sessorium ha detto...

Leggo purtroppo molte, molte scemenze. Tranne una: l'aumento delle bici per strada tenderà a far adeguare le auto alla LORO velocità. Non è vero che occorrono le piste ciclabili, quelle sono una scusa, un sistema per continuare a far spadroneggiare le auto sulla strada e a relegare le bici ad una fettuccia riservata. Presto succederà come a Parigi, dove sono le auto a dovere stare attente alle bici, non viceversa...

Per il resto definire superato il bike-sharing e volerlo sostituire con le bici di proprietà è una idiozia bella e buona.

Anonimo ha detto...

Per quanto riguarda il "rompere le scatole", non si potrebbero unire le associazioni che propongono il bike sharing a Roma, e mandare tipo una newsletter alle varie testate giornalistiche, magari una volta a settimana, proponendo 2 o 3 punti importanti tra aggiornamenti, proposte e quant'altro?

Saluti e basta auto!

il bike sh a roma e milano ha detto...

foto della manifestazione milanese e il bike sharing da aprte di ciclobby milano

Anche i romani lo vogliono!!..
Saluti

PS.
Appoggio in pieno la proposta della newsletter.. speriamo ceh le associazioni romane la facciano..