giovedì 28 maggio 2009

Il bike-sharing non c'è più, disdite i vostri abbonamenti

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Purtroppo le anticipazioni del Corriere della Sera, che abbiamo commentato con sdegno e raccapriccio qualche giorno fa, sono state confermate da una irricevibile mail ufficiale arrivata a tutti gli oltre 3mila utenti del bike-sharing romano. Anzi dell'ex bike-sharing romano. L'invito per tutti quanti gli utenti che in queste ore ci stanno scrivendo sdegnati è naturalmente di non dar seguito alle proposte di Atac e di disdire l'abbonamento. Chi si comporterà diversamente sarà considerato connivente e complice con questo inedito assassinio del bike-sharing che si è consumato nella nostra città.
Con ogni probabilità anche questo comitato (e questo blog) si scioglieranno a Giugno.

domenica 24 maggio 2009

1 giugno, la morte del bike sharing

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La gestione del bike-sharing romano, che dal 1 giugno passa ufficialmente ad Atac, ha confezionato -a quanto anticipa il Corriere della Sera- la morte del servizio sulla città di Roma. Per la prima volta al mondo una città avrà un bike sharing con stazioni a macchia di leopardo (qualcuna in centro, qualcuna a Piazza Bologna, qualcuna a Ostia) senza la minima integrazione; per la prima volta una città del mondo avrà un bike-sharing che invece di essere pagato dalla pubblicità, viene pagato dagli utenti. Sparirà il cencetto stesso che è alla base del servizio di bike-sharing, di tutti i servizi di bike-sharing sul pianeta terra: la gratuità della prima mezzora.
Non avendo le palle per affossare definitivamente un servizio considerato "di sinistra" (ma allora come mai viene sviluppato alla grande a Milano?), la giunta del pavido Retromanno adotta la strategia di una eutanasia pietosa sfilando il bike-sharing romano dal novero di tutti gli altri bike-sharing da Parigi a Barcellona, da Milano a Lione, da Siviglia a Brescia. I tecnici di Atac non si sono evidentemente chiesti come mai, in tutto il mondo, la prima mezz'ora di utilizzo è gratuita; gli stessi tecnici non si sono chiesti come mai, in tutto il mondo, la tariffa non è uguale per tutte le ore bensì cresce all'aumentare delle ore di utilizzo per disincentivare chi tende a trattenersi per troppo tempo la bici non ri-mettendola in condivisione (ché sharing significa, in italiano, 'condivisione).
Le scelte strategiche di Atac (si pagherà 0,50 cent per ogni mezzora a partire dalla prima) porteranno il servizio ad essere inutilizzabile ed inutilizzato. A vantaggio di chi? Non certo di Atac, non certo dell'utenza cheppure con un servizio così ridotto era arrivata a oltre 3mila iscritti. A vantaggio però certamente di quel partito della macchina, anzi della maghina, che è così fantasticamente rappresentato da un anno a questa parte dall'amministrazione comunale.
Dal primo giugno l'europa e l'occidente tutto ha un motivo in più per ridere della nostra città: Roma si è inventata un modello di bike-sharing che è di fatto un noleggio bici. Ci sarebbe da ridere, se non ci fosse da disperarsi. 

PS. volete ancora ridere? La sperimentazione di questo piano durerà sino al 31 dicembre 2010. Considerando che si è iniziato a sperimentare a giugno 2008, ciò significa che si parla di due anni e mezzo di sperimentazione per un servizio che funziona dovunque e con clamorosi risultati e che quindi non ha nulla da sperimentare. Colpa dei nostri amministratori incapaci o colpa dei cittadini che si fanno tranquillamente prendere per il naso senza aprir bocca?

venerdì 22 maggio 2009

Quanto è lontana, Milano

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Crisi di crescita per il bike-sharing milanese. Ne dà notizia oggi Repubblica: il servizio -come è ovvio che sia- non riesce a star dietro alle richieste. E si badi bene che a Milano magari non ci saranno i colli (ma a Parigi sì!), ma c'è un traffico indiavolato, uno smog scandaloso, gli automobilisti sono degli emeriti imbecilli e ci stanno pure i sampietrini e le buche (anche se un po' meno). Questo per i soliti che continuano a dire: Ehssì, ma a Roma come si fa...
Ma torniamo a Milano: ressa alle stazioni al mattino, professionisti, impiegati, dirigenti che ormai fanno la gara per prendersi l'ultima BikeMi disponibile, personale della Clear Channel che non riesce a rifornire le stazioni, punto di rottura in arrivo, insomma. Problemi che tutti vorrebbero avere. Intanto la rete milanese si continua ad allargare, ogni settimana aprono nuove stazioni e entro l'estate saranno 103; entro il 2009 dovrebbero arrivarne molte molte altre anche se si sta ancora trattando. Certo è che il comune -un comune di destra, per chi crede che il bike-sharing sia un orpello per amministrazioni radicalchic- con il successone in corso non potrà aspettare molto ad allargare il servizio alle altre 350 stazioni previste per arrivare a 5000 biciclette. A quel punto l'Italia avrà l'orgoglio di avere il terzo più grande bike-sharing d'Europa. Roma la vergogna del confronto con l'altra capitale del paese...

giovedì 21 maggio 2009

Abbonate

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Ma lo volete capire o no che il Bike-Sharing è il sistema di trasporto pubblico più sexy del momento!?

lunedì 18 maggio 2009

Aspettando il 21

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Il 21 prossimo venturo Bike Sharing Roma (con molte altre associazioni 'ciclabili' della città) convocato a Porta Metronia dall'Assessore all'Ambiente Fabio De Lillo... Cosa accadrà? Ve lo diremo qui...

martedì 5 maggio 2009

Non commentiamo!

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Sì, sì è vero. Non abbiamo commentato la cessione ad Atac del servizio di bike-sharing. E allora? non possiamo giustamente ritenerci schifati da tutto questo? Non possiamo semplicemente vergognarci della nsotra situazione dopo avere messo piede (e pedale) a Milano la settimana scorsa?