venerdì 26 giugno 2009

I furti delle biciclette a Roma. Ecco il vero motivo

6 commenti
Non esiste a Roma alcun problema vandalismo ne, tantomeno, alcun accanimento o addirittura complotto contro le biciclette del bicinoleggio (bicinoleggio, non bike-sharing!) di Atac.
Le inchieste giornalistiche sugli avvenuti furti non hanno purtroppo evidenziato il vero motivo della scomparsa di ben un quarto del totale delle biciclette disponibili in meno di un mese dal passaggio del servizio ad Atac. La questione è banale e lineare: Atac non chiede deposito cauzionale in cambio della smartcard consegnata per prelevare le biciclette. Il servizio di Atac è l'unico a livello nazionale e internazionale a non premunirsi chiedendo numero di carta di credito o coordinate bancarie agli utenti, ne deriva che è facilissimo per gli utenti male intenzionati ottenere una carta magnetica semplicemente consegnando un documento di identità falso ed un falso codice fiscale.
Il precedente amministratore del servizio, la società spagnola Cemusa, ma comunque tutti i gestori di bike-sharing al mondo (Clear Channel a Milano, Decaux a Parigi), chiedono accesso alla carta di credito dell'utente il quale, se non riconsegna la biciclette entro le 24 ore, si vede in automatico addebitato l'importo di 250€ di penale a risarcimento della bicicletta stessa. Ne consegue che i furti si limitano notevolmente.
I maleintenzionati ci sono in tutto il mondo. Un bike-sharing che non chiede le dovute credenziali ai propri utenti purtroppo esiste solo a Roma. Nessun sabotaggio quindi, ma probabilmente Atac che si sabota da sola.

mercoledì 24 giugno 2009

Corriere della Sera, il nemico del bike-sharing che non ti aspetti

3 commenti
La cronaca di Roma del Corriere della Sera persiste nella sua campagna di disinformazione sull'ex bike-sharing romano. Condendola di articoli-in-ginocchio verso Massimo Tabacchiera, inadatto capo di Atac ora presentato come salvatore della patria, ora come supereroe, ora come vittima di sabotaggi.
Da oggi nel forum del Corriere, nella pagina online della cronaca di Roma (http://roma.corriere.it) è possibile esprimere una opinione (forse), esprimere un dissenso (forse), esprimere anche un po' di sdegno su come quello che dovrebbe essere il più autorevole quotidiano italiano sta trattando la questione. Coraggio.

martedì 9 giugno 2009

Il bike-sharing in Costa Azzurra

0 commenti



Nizza per sua fortuna non è più una città italiana da diversi anni. Questo le permetterà, a partire dal prossimo 17 luglio, di partire con un grande progetto di bike-sharing che coprirà (a regime a metà 2010) tutto il territorio urbano della capitale della Costa Azzurra. Gli step? Prima tappa 17 luglio: 900 bici e 90 stazioni; seconda tappa novembre 2009: si aggiungono 300 bici e 30 stazioni; per finire aprile 2010 altre 550 bici e 55 stazioni. Il comune investe 3,3 milioni di euro l'anno, meno del costo di un attico a Piazza Navona. E in più ha la possibilità di incamerare tutti i costi dei noleggi, degli abbonamenti e quant'altro, stimati in un milione l'anno. L'esborso per la collettività si riduce dunque a poco più di 2 milioni di euro. Giusto per capire le cifre di cui stiamo parlando per un servizio che cambia totalmente faccia alla mobilità urbana andando ad intercettare sino al 10% degli spostamenti complessivi con vantaggi incalcolabili in quanto a salute (chi va in bici sta meglio, si ammala meno, grava meno sul servizio sanitario nazionale), a inquinamento, a congestione, a manutenzione delle strade (se vi passo in bici la rovino davvero poco, se vi passo in auto potenzialmente di più) e molto, molto altro.
Come funzionerà il servizio gestito da una società della multinazionale Veolia? Esattamente come funzionano tutti i servizi di bike-sharing al mondo salvo quello di una città sottosviluppata del nordafrica o del sudeuropa di cui ci sfugge il nome. A Nizza, invece, l'abbonamento sarà dei classici 25€ l'anno (ridotti a 15€ per chi ha la tessera intera rete nizzarda); 10€ il mensile, 5€ il settimanale; 1€ il giornaliero. La prima mezzora? Che domande, gratuita come in tutte le città prive di imbecilli al governo. La seconda mezz'ora un euro e poi 2€ per ogni ora supplementare.