martedì 9 febbraio 2010

Non siamo invitati

Il fatto è che dopo qualche interventuccio ben assestato in riunioni pubbliche e, magari, dopo aver letto il nostro blog, coloro che organizzano e direzionano le aree di dialogo tra associazioni, comitati e Comune, hanno opportunamente (come biasimarli) deciso di farci fuori de facto da riunioni, incontri e tavoli tecnici. Non siamo invitati, non siamo più convocati, i fax non arrivano più a chi dimostra di aver capito il motivo vero per cui non si fa il bike-sharing a Roma: per evitare di dar noia agli affari della mafia dei cartelloni pubblicitari che fa il bello e il cattivo tempo da trent'anni in città.
Ci provengono dai tavoli tecnici convocati tra amministrazione e comitati di ciclisti solo notizie di seconda mano. E sono notizie che esistono e vengono verbalizzate solo perché nessuno, al tavolo tecnico di cui sopra, è in grado di rispondere a chi le pronuncia. Una notizia è che non si può (non-si-può!) a Roma finanziare il bike-sharing con la pubblicità (curioso, sarebbe l'unico caso al mondo), poiché "servirebbero 16 mq di impianti per ogni stallo". Bhe, vediamo, per fare un bel bike-sharing diciamo da 300 stazioni farebbero 4800 mq di pubblicità. Calati sui 4x3 bifacciali (24mq l'uno), questi metri quadrati fanno 200 impianti. Ovvero gli impianti che -nell'ambito della sanatoria folle che vige dallo scorso marzo- sono nati nel tempo che abbiamo impiegato noi a scrivere e voi a leggere questo articolo. Quindi rendiamoci conto di cosa stiamo parlando: del nulla più siderale. Della presa per i fondelli più marchiana. Allestita e impaginata solo e soltanto per difendere lo status quo, per non mettere in ambasce l'assessorato al commercio che è li tutto impegnato a far sì che il business dei cartellonari (la più terrificante forma di degrado che possa abbattersi su un contesto urbano) non venga intaccato e anzi si incrementi. Insomma signori, Roma non può avere un servizio che esiste e sempre di più esisterà in tutte le città d'Europa perché addirittura questo richiederebbe 200 cartelloni: troppi! Mentre negli ultimi mesi di cartelloni ne sono nati come funghi qualcosa come 40mila. Amen.
Altra notizia? Il bike-sharing romano (perché c'è gente in cattiva fede che continua a chiamarlo così benché non esista altro bike-sharing al mondo gentilmente dotato della prima mezz'ora a pagamento e con una tariffa addirittura maggiore a bus e metropolitana) si doterà presto di 25 nuove stazioni finanziate dal Ministero dell'Ambiente. Ministero che evidentemente non teme appelli alla Corte dei Conti che ci premureremo noi di porre visto che si andranno a spendere soldi pubblici per incrementare un servizio che non funziona e che non può funzionare. Una cosa ripugnante. Ma al tavolo tecnico nessuno l'ha fatto notare...

7 commenti:

Anonimo ha detto...

tanto per informazione, la prima mezzora di bike-sharing non è a pagamento...

sessorium ha detto...

So che ti sembrerà impensabile, ma a Roma è a pagamento! Costa 0,50 euro. Un'ora costa 1 euro. Pensa che con 1 euro ottieni 75 minuti di metro&bus e 60 minuti di bike-sharing. Non ci sono parole.

magister ha detto...

scusa, sessorium, , ma come bike sharing roma non avete aderito al coordinamento roma ciclabile?

sessorium ha detto...

Si, e allora?

fraoff ha detto...

Qui a Barcelona, dove il bike sharing è una realtà svilupatissima e di fatto costituisce un vero e proprio mezzo di trasporto pubblico, l'abbonamento annuale costa 23 euro. la prima mezz'ora è gratis, a partire dai 30 minuti vengono scalati 50 centesimi ogni mezz'ora. ci sono più di 400 punti di distribuzione bici con ognuno mediamente 40 bici. come disse il dott frankestin SI-PUO'-FARE!

Anonimo ha detto...

a me fa ancora più schifo il fatto ke fanno questi tavoli tecnici per dare un contentino e poi si agisca in tutt'altra maniera. ma facciamo una protesta perenne di fronte al comune no?
e come i cittadini stacchini iniziamo a buttare giù ste moto e macchine del...
convocati i giornalisti, fategli fare degli articoli sui giornali...
la situazione potrebbe migliorare subito con la realizzazione di appositi paletti divisori come stanno al piazzale del Verano.
La tariffazione deve essere cambiata, prima mezz'ora gratis, quindi ke sia fatta una nuova gara per appaltare il servizio ad una società privata.

dario

Anonimo ha detto...

quali sono le iniziative dei comitato e quando vi rinuite? vorrei aderire, come si fa?