lunedì 10 maggio 2010

Zimbelli d'Italia

La Stampa pubblica un articolo bello e ottimista sul bike-sharing. Numeri in crescita, successo da nord a sud. Occhi di tutto il mondo sull'Italia. Nuove grandi città che partiranno a breve con importanti programmi di bike-sharing (a giugno ci sarà il grande e fragoroso debutto di Torino, che ci farà lustrare gli occhi!). Tutto bene tranne che per una città: Roma. Dove il bike-sharing "versa in un stato di abbandono e di degrado", dice testualmente La Stampa.
Giugno si diceva. Quando Torino inaugurerà il suo importante programma di bike-sharing gestito da Bicincittà, a Roma compierà un anno la gestione fallimentare del servizio da parte di Atac-Agenzia per la mobilità. In un anno si è sperimentato, incredibilmente, l'unico bike-sharing al mondo con la prima ora a pagamento. Si è sperimentato come farsi fottere decine e decine di biciclette sbagliando il sistema di registrazione. Si è sperimentato come allontanare tutti i tanti (migliaia) di utenti che in pochissimi mesi si erano aggregati attorno a questo servizio. Si è sperimentato il modo perfetto per fare allontanare quanto più possibile i romani dal servizio di mobilità più civile che esista al mondo.
E' importante che chi ha compiuto certe scelte strategiche se ne vergogni. E' importante che prestigiosi quotidiani, come La Stampa, mettano alla berlina quanto succede nella capitale. Non si dica in giro che gli scempi fatti da queste parti siano cosa normale o anche lontanamente plausibile...

1 commento:

nokia1 ha detto...

Se vedete Bikemi, il bikesharing di Milano, quì a Roma viene da piangere. Lì fanno le ciclabili per il centro, quì x andare al mare..che tristezza !