martedì 22 giugno 2010

Almeno possiamo dire che il bike-sharing va a ruba...

Le stanno rubando tutte. Per festeggiare il primo anno di gestione del servizio da parte di Agenzia per la Mobilità, i ladruncoli di biciclette (perché basta un ladruncolo per fregare le dueruote gestite da Atac) stanno facendo la festa a quel che rimane dell'inutilizzata flotta verde delle biciclette condivise del Comune.
Negli ultimi due mesi ne hanno fottute 45. La cosa triste è che nessuno se ne è accorto: il servizio di bike-sharing di Roma, infatti, è l'unico servizio del suo genere tra le grandi città italiane ad essere completamente inservibile per i cittadini. E, si sa, quando le cose sono abbandonate ed inutilizzate, fanno una brutta fine.
Ma stiamo accorti a dare la colpa ad Atac, la vera colpa sta a chi, nel Comune, non è ancora riuscito a sistemare il settore delle affissioni, settore che ogni città italiana ha ormai riqualificato. Con un settore affissioni gestito dalla criminalità (basta leggere ogni giorno www.cartellopoli.com per capirlo), come si fa ad assegnare a concorso la gestione del bike-sharing che -come accade dovunque- è un servizio che le società di advertising esterno danno 'in cambio' di alcuni mq pubblicitari? Fintanto che i mq pubblicitari saranno appannaggio della mafia su complicità del Comune si potrà andare poco lontani purtroppo...

4 commenti:

Benjen ha detto...

pare che il 30 luglio anche Londra lancerà il suo servizio di Bike Sharing, ovviamente con prima mezz'ora gratuita.

RondoneR ha detto...

La rubano e le abbandonano, siamo ormai a questo...

tobiker ha detto...

Ho scoperto il blog oggi e non mi sarei mai immaginato che a Roma il bike sharing fosse finito così a schifio. Grazie per aver condiviso la vostra esperienza, a Torino dobbiamo assolutamente vigilare perché ciò non avvenga! Teniamoci in contatto! Ciao!

Franco ha detto...

Ti do ragione in pieno. La verità è che da quando ATAC ha preso in carico il servizio che era gestito da CEMUSA, ha messo la metà delle biciclette! E poi non hanno fatto manutenzione (e tantomeno integrato le biciclette rubate). E come se non bastasse con Cemusa i primi 30 minuti erano gratis. Ora la prima mezz'ora è a pagamento. Siamo passati da un buon servizio gratuito a un pessi mo servizio a pagamento. E non è colpa dei romani, ma di quei decerebrati di ATAC.