giovedì 26 agosto 2010

I motivi di un flop. A Torino

Ok, okkay, lo dobbiamo ammettere: il sistema di bike-sharing di Torino se non è proprio un flop, ci si avvicina moltissimo. Le tessere non si trovano, non è possibile abbonarsi online, i turisti sono imbufaliti e le bici restano ferme.
Torino, come Roma, è una città assai "sporca" dal punto di vista pubblicitario. Diciamolo: un caos inenarrabile che è tutta responsabilità delle varie amministrazioni comunali -questa volta di sinistra- che si sono succedute. Perché il capoluogo piemontese si tenga un contesto indecente di advertising outdoor non è dato sapersi, le conseguenze però poi le paga la cittadinanza.
Non solo per il degrado di strade e piazze letteralmente nelle mani dei "cartellonari" già a partire dalla primissima periferia, ma anche perché in presenza di bandi che, come quello del bike-sharing, prevedono la nascita di nuovi spazi pubblicitari in cambio di servizi, succede che i grandi non partecipino. E così è capitato a Torino: le grandi società che gestiscono bike-sharing che funzionano a Torino non hanno manco partecipato alla gara. La città non risultava pubblicitariamente interessante.

Ora avete capito perché a Roma non riesce ad avere un suo bike-sharing come ogni altra capitale occidentale? Perché ha il comparto-affissioni peggio gestito del mondo...

Nessun commento: