mercoledì 15 settembre 2010

Il pollaio del bike-sharing. Una giornata di ordinaria follia

Mentre sei assolutamente convinto che tutti se lo siano completamente dimenticato, ecco che il bike-sharing romano fa scoppiare una mezza bagarre in consiglio comunale. Il là lo dà il consigliere Athos De Luca che in commissione ambiente tuona: "Il 31 dicembre scade l'affidamento all'Agenzia di Atac del Bike Sharing a Roma e il Comune non solo non ha messo in campo nessuna iniziativa per proseguire il servizio, ma non ha stanziato, malgrado le assicurazioni dell'Assessore all'Ambiente, un euro per sostenerne l'attività". Insomma, secondo De Luca, rischio chiusura. Fossimo stati in De Luca avremmo notato che, di fatto, il servizio è GIA' chiuso, pur essendo in vigore e pur assorbendo risorse.
Il consigliere provinciale Lobefaro, ex presidente del I Municipio, ha rincarato la dose facendo quel che bisogna fare: i confronti con l'estero. E gli ha buttato lì un confrontino niente male: "Basta fare una passeggiata a Londra per vedere come funziona davvero il servizio bike sharing attraverso una collaborazione mista tra pubblico-privato. Le biciclette, molto più efficienti di quelle romane e con tante postazioni disponibili, vengono infatti sponsorizzate da una nota banca inglese".

Le risposte della maggioranza non si sono fatte attendere. A coprirsi di ridicolo ci ha pensato Andrea De Priamo, presidente della Commissione Ambiente del Consiglio, il quale è arrivato a dichiarare che "fin dal suo insediamento l'Amministrazione Alemanno ha già ampiamente dimostrato di avere a cuore il bike-sharing, tanto che lo ha istituito e fortemente potenziato". O parbleu! Ma l'apice si tocca quando De Priamo prevede un coinvolgimento dei privati nella gestione del servizio, con però dei distinguo, affermando che "potrebbe essere preso in esame anche il coinvolgimento dei privati fermo restando la consapevolezza delle peculiarità architettoniche di Roma, che escludono l'ipotesi di assegnazione di nuovi spazi pubblicitari del servizio come avviene in altre città". Insomma avete capito? Per favorire le clientele camorriste di quell'assessore o di quel potente si può anche ricoprire la città di cartelloni come è stato fatto, si può anche cambiarle faccia come è stato fatto con 100mila impianti che hanno reso impossibile in alcuni quartieri addirittura guardare il cielo. Ma sae invece i cartelloni, ne basterebbero poche centinaia, servono a ottenere un servizio di bike-sharing, bhe, allora apriti cielo. Veramente una dichiarazione da scompisciarsi se non fosse che è ben più sensato mettersi a piangere. Specialmente dopo le dichiarazioni, che chiudolo il patetico valzer di ieri, dell'assessore Fabio De Lillo che afferma perentorio: "Non c’è nessun rischio di chiusura per il bike sharing. Il servizio ha l’adeguata copertura finanziaria fino a dicembre e siamo già d’accordo con l’Agenzia per la Mobilità per il proseguo dell’attività con fondi che verranno stanziati nel prossimo assestamento di bilancio. Stiamo lavorando poi per verificare eventuali perfezionamenti da apportare al bike sharing e individuare le migliori modalità di messa a bando del servizio, così come avviene nelle altre grandi città italiane ed europee. Ad ogni modo, è bene sottolineare che il bike sharing non solo non verrà chiuso ma verrà implementato grazie a un finanziamento di oltre un milione di euro che il Comune di Roma ha chiesto e ottenuto dal Ministero dell’Ambiente. Un importante stanziamento che servirà per espandere il servizio arrivando così a 70 postazioni. Per quanto riguarda i proventi commerciali la leva delle sponsorizzazioni ci è stata da subito preclusa poiché abbiamo ereditato una città completamente invasa dall’abusivismo commerciale che stiamo attivamente contrastando".
Insomma, a quanto pare il peggiore dei nostri incubi si concretizzerà: i soldi del Ministero dell'Ambiente (Corte dei Conti, ma dove minchia sei???) verranno investiti in un servizio che non funziona, che no ha senso, che non utilizza nessuno, che è abbandonato, che fa solo felici i ladri di biciclette e i vandali di strada, che non serve a nessuno, che ha delle caratteristiche uniche ovvero è l'unico bike-sharing del mondo ad essersi trasformato, a causa della prima ora a pagamento, in un ridicolo ciclonoleggio.
E ora ci buttano sopra un milione. Ministro Prestigiacomo, non dar loro un solo cent!

4 commenti:

Anonimo ha detto...

QUesta è bella..!!

Voi di Bikesharingroma fatevi una risata (per non paingere) rispetto alla società civile di Milano...
ARGOMENTO BIKEMI:

http://www.c6.tv/video/10298-bike-sharing-deuropa-a-confronto-quanto-abbiamo-da-imparare

Vedete il link e il video circa l'allargamento del bike sharing meneghino... e trovate le "differenze" (con la ""Capitale?""... ndr.)

CHe dire??!

Anonimo ha detto...

Per i pigri del Copia e incolla...
..il video:

Bike Sharing d'Europa a confronto. Quanto abbiamo da imparare!

Anonimo ha detto...

E questi sarebbero quelli che dovrebbero gestire il BIKESHARING CAPITOLINO, con efficienza ed efficacia????

MA se non sanno gestire nemmeno gli affari loro...?!


EMERGENZA TRASPORTI
Atac, bilancio profondo rosso
Atac, bilancio profondo rosso
il Comune manda gli ispettorie il Comune manda gli ispettori



Il Campidoglio passa al setaccio i conti dell'azienda di trasporti romana. Il sindaco spedisce una task force nel palazzone sull'Ostiense. Una decisione non più procrastinabile. A fine luglio, il bilancio 2009 varato dal cda in extremis, ha restituito la fotografia di un'azienda sull'orlo del fallimento con una perdita di esercizio di oltre 91 milioni, che ora sono diventati 120

Anonimo ha detto...

http://bikesharing.gazzetta.it/
Il progetto OBIS
Logo OBIS ProjectE’ il giorno del progetto europeo Obis (Optimizing Bike Sharing Systems in European Cities ) che quest’anno presenta il suo Workshop a Milano.

Tante realtà europee legate al bike sharing e alla mobilità sostenibile presentano il loro operato e si confrontano assieme agli operatori italiani.

Il convegno si tiene presso la Sala delle Colonne della BPM ed io, giunto da Piacenza alla stazione centrale, decido di raggiungere il posto con il Bikemi.

Il tempo minacciava pioggia ma ho preferito pedalare in questa mattina speciale, forse il modo giusto per entrare ancora più in sintonia con la giornata, consacrata al bike sharing ma incastonata nella Settimana europea della mobilità sostenibile (16 – 22 settembre). Quindici minuti, non di più e sono già sul posto, a due passi dal Duomo e sfrutto la vicinanza, forse voluta, della stazione 49, San Paolo/Meda per entrare in sintonia col tema di oggi e dei miei ultimi 9 mesi.