martedì 22 giugno 2010

Almeno possiamo dire che il bike-sharing va a ruba...

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Le stanno rubando tutte. Per festeggiare il primo anno di gestione del servizio da parte di Agenzia per la Mobilità, i ladruncoli di biciclette (perché basta un ladruncolo per fregare le dueruote gestite da Atac) stanno facendo la festa a quel che rimane dell'inutilizzata flotta verde delle biciclette condivise del Comune.
Negli ultimi due mesi ne hanno fottute 45. La cosa triste è che nessuno se ne è accorto: il servizio di bike-sharing di Roma, infatti, è l'unico servizio del suo genere tra le grandi città italiane ad essere completamente inservibile per i cittadini. E, si sa, quando le cose sono abbandonate ed inutilizzate, fanno una brutta fine.
Ma stiamo accorti a dare la colpa ad Atac, la vera colpa sta a chi, nel Comune, non è ancora riuscito a sistemare il settore delle affissioni, settore che ogni città italiana ha ormai riqualificato. Con un settore affissioni gestito dalla criminalità (basta leggere ogni giorno www.cartellopoli.com per capirlo), come si fa ad assegnare a concorso la gestione del bike-sharing che -come accade dovunque- è un servizio che le società di advertising esterno danno 'in cambio' di alcuni mq pubblicitari? Fintanto che i mq pubblicitari saranno appannaggio della mafia su complicità del Comune si potrà andare poco lontani purtroppo...

martedì 1 giugno 2010

Primo Giugno!

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Mentre leggendo certi articoli pensiamo "ce li avessimo noi, sti problemi". Mentre a Torino hanno inziato alla grande a montare il bike-sharing che rivoluzionerà anche il capoluogo piemontese, ci accorgiamo che è il 1 giugno. E proprio per giugno ci venne promessa la prima riflessione sulla 'sperimentazione' bikesharinghistica di Atac o come diavolo ora si chiama. Ehggià perché è un anno che il bike-sharing è stato consegnato a coloro che senza vergognarsi di quello che facevano ne hanno determinato la totale eutanasia.
Un vero e proprio scandalo nazionale che siamo orgogliosi di avere documentato settimana per settimana. Per mettere alla berlina, denunciare, porre il faro sullo scempio amministrativo che -mentre in tutta, ma davvero in tutta Italia si stanno lanciando programmi di bike-sharing funzionali che rivoluzionano la mobilità cittadina- è unico nel suo genere.
E' stato compiuto qualcosa di scandaloso e, per lo meno, per un anno siamo riusciti a documentarlo debitamente. Il comune ha alzato bandiera bianca nei confronti della mafia cartellonara (che non vuole nuovi concorrenti) e per non disturbare la criminalità organizzata ha sacrificato il servizio di bike-sharing. Almeno -almeno!- qualcuno l'ha detto.