martedì 15 novembre 2011

A Roma vi sono -stima prudenziale- 200mila impianti pubblicitari. Di questi 150mila abusivi. Per il PD il problema sono i 700 dedicati al bikesharing

"Bike sharing, la gestione ai privati
In cambio nuovi spazi pubblicitari"
Dal presidente della commissione capitolina Trasparenza, Massimiliano Valeriani (PD), arriva lo stop al bando di affidamento, perchè aggiudicherà anche alcuni impianti ritenuti illegittimi
di GIULIA CERASI
Stop al bando per l'assegnazione della gestione del bike sharing ai privati perché "esistono motivi di illegittimità della delibera". A dirlo è il presidente della commissione capitolina Trasparenza, Massimiliano Valeriani. In una lettera inviata agli assessori comunali all'Ambiente e alla Mobilità, Marco Visconti e Antonello Aurigemma, e all'Agenzia per la Mobilità, il consigliere pd Valeriani contesta quella parte del provvedimento che affida alla società che si aggiudicherà il servizio anche 1.500 metri quadrati di spazi pubblicitari per dodici anni. Spazi ritenuti illegittimi, dal momento che i 700 nuovi impianti andranno in deroga al regolamento sulle affissioni e al futuro piano regolatore degli impianti pubblicitari.

Ad oggi la pubblicità connessa al bike sharing è permessa solo sulle colonnine, sulle pensiline, sulle rastrelliere e sulle biciclette stesse. Ma nella delibera del 3 agosto scorso, con cui il Comune ha incaricato l'Agenzia per la Mobilità di sviluppare il nuovo servizio affidandolo tramite bando alla gestione di una società esterna, è spuntata una formula con cui si concedono gli impianti separati dalle postazioni delle bici. "Come mai chiede il pd Valeriani nella lettera non è stata valutata la possibilità di utilizzare i 27mila metri quadri di impianti comunali evitando così l'installazione di nuovi cartelloni?". Il consigliere Pd ha dunque chiesto il ritiro della delibera e il blocco della pubblicazione del bando.


(da Repubblica di oggi)


*Che dire. Da una parte è assurdo l'atteggiamento del PD. Dall'altra sono evidenti una serie di cose. Dei 200mila vergognosi impianti abusivi della città l'assessorato all'ambiente non è riuscito a strapparne neppure mezzo. Per il bike-sharing ha dovuto, a quanto pare, aggiungerne 700 in più (lo 0,40%) e su questi 700, ovviamente, il PD fa la cresta visto che vuoi o non vuoi si tratta di un aumento di impianti. E' del tutto evidente che Roma, a differenza di tutte le altre capitali europee non potrà avere il suo bikesharing se prima non si procederà all'azzeramento delle autorizzazioni pubblicitarie ed alla loro riassegnazione -come è capitato a Napoli- previo bando. All'interno del bando verrà inserito, tra gli oneri della ditta vincitrice, anche quello di gestire un bike-sharing. Come succede in tutte le città del mondo. Il problema è che questo bando non ci sarà mai, perché sopra alle affissioni vi sono gli interessi della mafia e questa mafia ha qualcuno che le tiene... bordone dentro al Comune. Non resta che sperare nell'Europa, in Mario Monti, nella rivoluzione del marcio mondo dei servizi municipali che si prospetta.
Che tristezza.

2 commenti:

Alessandro ha detto...

Si vergognassero...

Anonimo ha detto...

Mi sono trasferita da un po'a Barcellona dove ho preso la tessera del bike sharing, ma avrete sicuramente già parlato della qualità eccellente e della diffusione capillare di quel servizio.
Lì hanno una legislazione particolare per le affissioni non autorizzate: la multa è alta e la paga l'azienda inserzionista direttamente. Non so se funzioni così anche in altro Paesi. Il risultato comunque è che non ci sono manifesti attaccati in giro nè cartelloni che compaiono in nottata.
A mio parere sarebbe un'ottima azione deterrente mettere una norma di questo tipo. Ma probabilmente qui ci sono altri interessi legati al togliere cartelloni che sbucano ogni 2 notti...che tristezza...complimenti per il blog comunque! Perseverate a tenere la gente informata!