lunedì 29 agosto 2011

Modello Banghadesh

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Questo sarebbe il bike-sharing di Roma? Bici rubate, tutto abbandonato... Più che modello Parigi mi sembra un modello stile Bangladesh.
Fabrizio

lunedì 22 agosto 2011

Ancora il bike-sharing romano sui giornali. Morte di un servizio che altrove determina una rivoluzione nella viabilità

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Ennesimo articolo di questi giorni estivi sul bike-sharing tristemente abbandonato come era perfettamente prevedibile anche solo guardando la tipologia di servizio (vabeh, servizio...) offerta da Atac. D'altronde alle volte, essendo il popolo bue, la politica ha bisogno di distruggere qualcosa per poi dimostrare come è stata in gamba a riaggiustarla. E così avverrà...
Intanto leggetevi la piccola inchiesta di Repubblica (con buffe foto, però). E oggi pomeriggio alle 12 e qualcosa ne parliamo su Radio Popolare Roma.

martedì 16 agosto 2011

Una delle tante lettere che riceviamo...

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Che succede al servizio bike sharing di Roma centro?
Oggi 14 agosto 2011 ho impiegato 50 minuti a trovare una bicicletta, andando a piedi un bel po' irritata da un parcheggio all'altro. In più quando ne ho trovata finalmente una, dico una sola, una persona gentile e fornita di pompa mi ha aiutato a rigonfiare la ruota davanti che era mezza sgonfia. Poi ho fatto una bellissima passeggiata in una Roma deserta e magnifica, di nuovo in pace con me stessa e col mondo.

Tuttavia anche l'ultima volta che avevo cercato di usare la bici avevo avuto molta difficoltà a trovarne una. Ho notato poi che alcune colonnine sono proprio fuori servizio. Nel senso che quando riporti la bici e tenti di riagganciarla sulle prime ti sembra averla assicurata ma poi lampeggia rosso e la sganciano di nuovo. Quindi niente fretta! Ho cambiato ben tre colonnine prima di trovarne una in servizio.

Rimane il dispiacere per una cosa bella e utile che ha l'aria di essere in totale abbandono.
Sabrina Robert

mercoledì 10 agosto 2011

Quando si passerà dalle chiacchiere ai fatti!?

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Un po' di rassegna stampa da Il Tempo di oggi. Ma sono ancora chiacchiere e il bando per il nuovo bike-sharing ancora non si vede. Puntano ad inaugurarlo nella primavera del 2013 per utilizzarlo a fini elettorali!?!?!? Beh, sappiano che non ci cascherà nessuno.



L'ANNUNCIO A BREVE VERRÀ PUBBLICATO IL BANDO DI GARA
Il bike sharing torna ai privati
È stata la prima inaugurazione di Gianni Alemanno in veste di sindaco: il 13 giugno 2008 in piazza di Spagna, insieme agli allora neo assessori alla Mobilità e all'Ambiente, Sergio marchi e Fabio De Lillo, saliva sulla prima bicicletta «in affitto», ovvero sul primo servizio di bike sharing della capitole messo in piedi dalla precedente amministrazione.



La società spagnola Cemusa aveva un contratto epr sei mesi di sperimentazione, poi prorogati su richiesta del Campidoglio nell'attesa di una gara che non si svolse più. Via gli spagnoli allora e gestione affidata direttamente all'Atac, allora affidata alla guida di Massimo Tabacchiera con un piano di rilancio in grande stile. Evidentemente però l'Atac non ce la fa. Non solo la gestione ma anche un sistema di manutenzione e rischio (il numero dei furti delle due ruote sarebbe elevatissimo) sul quale non è il caso che l'azienda di trasporto pubblico, impegnata con ben altri problemi, insista. Ecco allora l'annuncio del sindaco: «Sta per partire una nuova gara per la gestione del bike sharing che dunque sarà privatizzato - ha detto ieri Alemanno -. Tutta la risistemazione degli stalli sarà fatta alla luce di questo nuovo servizio che permetterà a Roma di avere un bike sharing all'altezza della situazione». Si torna all'antico insomma, e chissà se quelle biciclette ferme negli stalli semivuoti del centro (anzi spesso occupati dai motorini a caccia di parcheggio) non si mettano finalmente a pedalare.

mercoledì 3 agosto 2011

Il ristorante della Galleria Sciarra può mettere i suoi tavolini al posto delle bici del bike-sharing?

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Praticamente gli ospiti, seduti a pranzo, possono mangiare tranquillamente utilizzando le 'borne' del bike-sharing romano come poggiabicchieri. E' incredibile il danno anche a livello educativo che abbiamo fatto. Anche se domani, tra milleduecento anni, dovessimo avere un bike-sharing civile. Danno educativo perché all'inizio, con la nascita del bike-sharing, il servizio era rispettato. Da tutti. Oggi è percepito come un fastidioso rudere urbano. Quanto ci vorra, un domani, a convincere di nuovo la gente che non si sta giocando?