domenica 9 dicembre 2012

Roma e Milano così uguali così diverse.

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Un nuovo grande stallo per il bike-sharing, una roba da 36 biciclette, ovviamente si devono togliere posti auto a fianco del marciapiede, nel numero di sei, sette o otto e cosa succede? I residenti si sollevano e raccolgono centinaia di firme per togliere le bici. Sembra Roma, ma succede a Milano. Però guardate cosa e come risponde l'assessore alla mobilità ai cittadini. Vi immaginate una risposta del genere da noi? Basterebbe una sola risposta del genere ai propositi egoistici di alcuni cittadini per educare una generazione. Da noi sarebbe una risposta impensabile, anche se dovessero mettere Batman a fare l'assessore alla mobilità.
E così le cose, almeno a Milano, si riequilibrano. Quando i cittadini sbagliano, l'amministrazione corregge. Anche perché sta lì apposta!!!

lunedì 12 novembre 2012

Flop clamoroso del "bike-sharing" nel VI Municipio. Ora ci sono anche i numeri

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Noi lo avevamo detto esattamente al primo giorno di inaugurazione, ma ora, dopo oltre due mesi dal debutto, ci sono i numeri a certificare il flop del bike-sharing (finanziato dalla Provincia mediante alcuni soldi pubblici gettati nel gabicesso). Un consigliere municipale ha richiesto l'accesso agli atti e ha scoperto che le biciclette, in due mesi e 5 giorni sono state utilizzate... 7 volte! Di cui 3 volte da dipendenti del Municipio. 
Colpa dei cittadini poco sensibili allo spostamento ciclabile? Neanche per sogno! Colpa di un bike-sharing che bike-sharing non è neppure lontanamente. 
Ogni bike-sharing ha delle precise caratteristiche che non possono essere emendate e, senza le quali, non può funzionare e giustamente non funziona. Questo bike-sharing non aveva nessuna di queste caratteristiche.

mercoledì 31 ottobre 2012

Foto surreali. E' il bike sharing romano

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Perché non spezzare una lancia a favore dell'efficienza e dei soldi ben spesi per il servizio del Bike sharing a Roma. In effetti si vede poco ma lì lontana lontana c'è una singola sparuta bicicletta ad ammuffire messa lì a ricordare che chi anche volesse utilizzare questo penoso servizio è impossibile. Inutile dirvi l'esperienza di utilizzo turistico e ordinario in una città come bordeaux ma potrebbe essere anche Valencia o Barcellona o Parigi o anche addirittura la nostrana Milano.
Vergogna vergogna vergogna e sempre vergogna a questa amministrazione che spende i soldi solo per riempire le tasche dei soliti sempre gli stessi amici e che si occupa sempre e solo della manutenzione straordinaria perché è quella che costa di più è quella che ingrassa di più gli amici ed è quella che ci rende i servizi costantemente peggiori e degradati quando ancora ci sono ed esistono.
Ultimo meraviglioso esempio l'emergenza maltempo di Cleopatra dove è stato un vanto dell'amministrazione Alemanno di dire che sono stati impiegati 1200 netturbini per fare una manutenzione ordinaria come quella della rimozione delle foglie Dai tombini pubblici e vantarsi che era stato un miracolo della prevenzione.

Luca DCM

mercoledì 3 ottobre 2012

Il bike-sharing di Zingaretti bike-sharing non è. E ovviamente le bici stanno lì a pigliar polvere

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“Dopo l’inaugurazione in pompa magna alla presenza del presidente della provincia Zingaretti e di quello del Municipio Palmieri, anche la storia del bike sharing in VI Municipio si trasforma nell’ennesima conferma, se ancora ce ne fosse bisogno, dell’incapacità amministrativa della maggioranza di centrosinistra al timone del parlamentino, cui fa eco la stucchevole mediocrità del presidente Zingaretti, fatta di proclami e chiacchiere festaiole che si trasformano inevitabilmente in una farsa. Abbiamo chiesto l'accesso agli atti sul servizio di bike sharing del Municipio inaugurato da Zingaretti, perché dal sopralluogo effettuato le 10  bici  risultano completamente inutilizzate e coperte di polvere. E’ tempo di fare chiarezza e di attivare un servizio utile al territorio che non può cadere nel dimenticatoio mentre i soldi pubblici che lo hanno pagato rischiano di essere ancora una volta sperperati”. Lo dichiarano in una nota congiunta il consigliere di Roma Capitale e candidato alle primarie per il centrodestra Fabrizio Santori e il capogruppo del Pdl al VI Municipio Francesco Corsi.
“Abbiamo già esempi negativi, basti ricordare la spesa folle del Presidente Zingaretti per acquistare un grattacielo dove trasferire gli uffici della Provincia e quanto è accaduto al parco giochi di largo Pettazzoni, sempre nel territorio del VI Municipio, dove è stato necessario rimuovere  i pannelli fotovoltaici perché i bambini prendevano la scossa, e da allora l’unico intervento effettuato è consistito nel mettere fuori uso i pannelli stessi”, concludono Santori e Corsi. (comuncato stampa)


*Noi eravamo arrivati prima. Leggete qui
-Bike Sharing Roma

lunedì 10 settembre 2012

Cosa ne pensiamo di Zingaretti? Male ne pensiamo!

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Ciao e complimenti per il sito,
vorrei sapere da voi che ne pensate di Zingaretti per quel che concerne il bike sharing. Considerando il fatto che sarà lui il prossimo sindaco di roma, pensate che farà qualcosa per far crescere definitivamente questo servizio o l'affossera una volta per tutte? Io sono piuttosto pessimista, considerando "l'esperimento" fatto davanti al municipio di prati, con quelle bici elettriche già abbandonate messe li non si capisce a che scopo, praticamente inutilizzabili. Spero che abbia a cuore la cosa, ma mi piacerebbe che ne parlaste sul vostro sito per creare un dibattito in proposito con tutti noi. Grazie, e speriamo bene
Daniele Simbolotti


Cosa ne pensiamo di Zingaretti, Daniele? 
Ne pensiamo male. Molto male. La pantomima dei bike-sharing a chiazza di leopardo in giro per la città non solo è inutile (impossibile che funzionino neanche per mezza giornata), ma è dannosa perché fa confusione nella testa della gente che così sempre di più fatica a capire cosa è un vero bike-sharing. Una iniziativa, questa dei bandi vinti da alcuni municipi che ha dato modo a certi territori di installare 10 o 15 biciclette inutili in mezzo alla città, che va contro ogni logica, ogni significato e che dilapida denari pubblici. Se tanto ci dà tanto, Zingaretti e il suo staff del bike-sharing non hanno capito nulla e nulla di meglio del disastro alemanniano potranno fare. Ovviamente felici di essere smentiti, sia chiaro! Fermo restando che, come tutti ormai abbiamo imparato, non può esistere bike-sharing se non si sistema regolamento e mercato pubblicitario della città. Il bike-sharing verrà a valle di una profondissima riforma della cartellonistica che spazzi via le centinaia di ditte camorriste e mafiose e consegni questo business in gestione a multinazionale serie che fanno questo lavoro in tutto il mondo. Non dimentichiamo che Roma è l'unica città al mondo in queste condizioni. L'unica...
-Bike sharing roma

venerdì 17 agosto 2012

Il bando del bike-sharing. Ecco perché la censura del TAR è un enorme boomerang per le ditte della mafia cartellonara

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Il bicing ha cambiato faccia alla mobilità di Barcellona
Il monumentale lavoro dell'Architetto Bosi pubblicato quest'oggi su Cartellopoli non fa altro che spiegare come la SCI (Società Cartelloni Illegali... si scherza eh), la ditta grazie alla quale oggi non possiamo avere un bike-sharing come tutte le capitali europee, la ditta che ha fatto ricorso al TAR contro il bando per il bike-sharing, la ditta che ha rappresentato il Cavallo di Troia dei potentati cartellonari (il sindaco li chiama "mafia" ed è capace che abbia anche ragione) e dell'assessorato al commercio contro l'assessorato all'ambiente che aveva proposto il bando.

Ebbene la gara è stata sospesa e il bando invalidato. Ma su molte rimostranze da parte della SCI il TAR ha invalidato accettandone solo una, peraltro facilmente correggibile, e dichiarando congruenti tutte le altre. Ecco perché Cartellopoli parla di Vittoria di Pirro. Perché quando un domani la nuova amministrazione deciderà di ripresentare il bando (sperabilmente su dimensioni serie, perché non ha senso un bike sharing con 40 o 70 stazioni: è ridicolo), lo potrà fare senza avere alcun timore di vederselo impugnato perché su tutti gli elementi principali il tribunale si è già espresso dando ragione all'amministrazione e torto alle assurde pretese delle cartellonare, letteralmente terrorizzate dall'arrivo anche a Roma di modelli economici presenti in tutta Europa (e per la verità in tutta Italia).

La bocciatura, insomma, può rappresentare addirittura qualcosa di positivo: ora la palla tocca al Comune che potrà rilanciarla con maggiore forza. Ovviamente questo sarà impossibile finché certi individui saranno all'assessorato al commercio, ma con la nuova amministrazione, tra meno di un anno, le cose potrebbe radicalmente cambiare e la città potrà forse finalmente adeguarsi a Milano, a Torino, a Barcellona, a Lione, a Parigi, a New York City, a Londra...

mercoledì 15 agosto 2012

La stazione del bike-sharing più vista dai turisti. Ecco come sta

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Guardate attentamente. Siamo tra Via Minghetti e Via delle Muratte. Qui passano ogni giorno non sappiamo neppure quante decine di migliaia di turisti. Un percorso continuo che fa della tratta Pantheon Trevi forse la traiettoria più battuta dai turisti a livello europeo. La stazione sta lì, ridotta in questo modo. Non vi sono bici, manco a dirlo. I motorini non ingombrano l'area solo perché siamo a metà agosto. Il perno di una bici rubata fa bella mostra di se attaccato ad una colonnotta. Il pannello informativo è stato divelto e, per sicurezza (attenzione, per sicurezza), qui nella capitale della sciatteria interplanetaria hanno messo il solito camporom di tondini di metallo e rete arancione. Un accrocco di una pericolosità estrema: consigliamo qualcuno a fingere un incidente -plausibilissimo- ed a richiedere poi forti indenizzi al Comune. Dopo aver perso la causa, forse, la pianteranno di fare queste schifezze.

mercoledì 18 luglio 2012

Cinque anni di Velib'

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23mila biciclette
1700 stazioni
13milioni di biglietti staccati
224mila abbonati
30milioni di corse all'anno
Il tutto pagato dalla pubblicità perché a Parigi la Camorra dei cartelloni non c'è

Il 21 luglio, un grande party per festeggiare il babbo di tutti i bike-sharing del mondo...

mercoledì 11 luglio 2012

Il bike-sharing a Roma non si riesce a fare perché il comune è complice della camorra dei cartellonari? Mavaaa. E quanti anni sono che qui lo scriviamo???

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Nettamente contrariato. Questo lo stato d'animo del vicepresidente della Commissione Ambiente al Comune di Roma Athos De Luca dopo l'incontro di stamattina per fare il punto sul bike sharing: "E' apparso chiaro, anche dalle dichiarazioni del Presidente dell'Agenzia per la mobilità dott. Tabacchiera, che il comportamento dell'Assessore Bordoni, responsabile degli impianti pubblicitari, è la causa del mancato accordo dell'uso degli impianti pubblicitari per finanziare il bike sharing. Ciò è dimostrato in quanto Bordoni non intende accogliere le proposte di togliere i 1500 mq di impianti necessari al bike sharing, pari a 350 impianti, dal numero complessivo degli impianti esistenti. Non è possibile finanziare il bike sharing, aumentando il numero degli impianti, in quanto a Roma la situazione è già insostenibile e i cartelloni andrebbero ridotti drasticamente. L'Assessore Bordoni pur di difendere i "cartellonari", affossa il bike sharing".

INTERVENTO DI Alemanno - Consigliere Pd al Comune di Roma che chiede l'intervento di Gianni Alemanno: "A questo punto dovrebbe intervenire direttamente il Sindaco, per indurre Bordoni a collaborare con l'assessorato all'ambiente. Infatti il TAR ha accolto uno dei tre ricorsi contro la gara per il bike sharing, con la motivazione che non era indicata la collocazione dei nuovi impianti per finanziare le biciclette. Il Comune dopo il deposito delle motivazioni, potrebbe integrare il bando indicando l'ubicazione degli impianti, il che è impossibile senza l'accordo con l'Assessore Bordoni. In molte città europee, le biciclette sono finanziate con la pubblicità, solo a Roma questo è impossibile, per la giungla selvaggia di cartelloni, consentita da questa amministrazione".


LOBBY PUBBLICITARIA - De Luca, ritiene necessario che una eventuale integrazione del bando, debba contenere anche la congruità tra i costi del biche sharing con il valore economico degli spazi pubblicitari concessi alla ditta aggiudicatrice, per evitare ogni forma di speculazione. Il bando del Comune, prevede di passare dalle attuali 29 postazioni ad 80, pari a circa 1600 biciclette. Da notare, che il ricorso contro il bando, è stato presentato proprio dalle ditte di pubblicità romane, che temono l'inserimento di grandi aziende internazionali nel settore della pubblicità, in quanto potrebbero fargli concorrenza. "Per stroncare la lobby degli impianti pubblicitari a Roma - conclude il Consigliere capitolino - è indispensabile proprio un bando internazionale, che crei una sana concorrenza, con quanti da anni vivono di privilegi nel regime di monopolio, garantito dal Comune". (da Roma Today) *E ricordatevi che 1500 mq sono meno dell'1% del totale dei mq che la Camorra in questione ha installato in città. Non mollano neppure lo zerovirgola del loro potere mafioso. Ecco la cosa che li farà morire ammazzati: la loro ingordigia. Questo ci consola. E solidarietà all'Assessore Visconti che contro questo schifo ha provato a opporsi Roma fa schifo

venerdì 6 luglio 2012

A Londra inaugura il grattacielo più alto d'Europa

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Chissà quanto impiegherà, Roma, ad arrivare agli standard di questa città. Fino agli anni Settanta o giù di lì, metrpolitane a parte, eravamo pari. Ma ora...

martedì 3 luglio 2012

Bike Sharing a macchia di leopardo. La follia del XVII Municipio

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Il bike-sharing a Roma va in merda non soltanto perché la mafia dei cartelloni pubblicitari impedisce che questo servizio nasca, ma anche perché nessuno ha capito di che si tratta, nessuno si è preso la briga di andare a Londra o a Parigi a dare un'occhiata, nessuno ha compreso che il bike-sharing può definirsi tale solo se è un servizio diffuso, integrato, vasto e omogeneo. Con determinate caratteristiche di usabilità, accessibilità, distanza tra le stazioni, integrazione con gli altri mezzi pubblici. Altro che fare il bike-sharinghetto del XVII Municipio... Mah! Roba pubblicitaria, che danneggia il bike-sharing quello vero!

lunedì 7 maggio 2012

New York, Milano e le nostre umiliazioni

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Mentre Roma risulta avere enormi difficoltà anche solo per assegnare un bando di gara che darà alla città un numero di stazioni di bike-sharing che sarebbero poche anche per un paesone da 50mila abitanti, in altre metropoli internazionali succedono faville.

A New York ormai è prossimo il lancio di un vastissimo schema di bike-sharing che, come abbiamo detto mesi fa, rappresenterà una tale botta d'immagine per il settore dal rendere ancora più ridicola la situazione della Città Eterna: nella Grande Mela ci saranno 10.000 bici e 600 stazioni così per partire. Citigroup, di questi tempi, ci investe più di 40 milioni. Poi ci saranno alcuni milioni di Master Card.

A Milano, intanto, il BikeMi continua a crescere alla grande. Il 3 maggio, pochi giorni fa, il servizio ha raggiunto il suo ulteriore record, doppiando quello fissato qualche giornata prima: 6.300 prelievi in un solo giorno. BikeMi è a tutti gli effetti un mezzo di trasporto della città di Milano. Per migliaia di persone al giorno ogni giorno.

lunedì 30 aprile 2012

Bike-Sharing, qualche novità e qualche scandalo

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Qui un articolo di oggi sul Corriere della Sera online, cronaca di Roma. Si parla del bike-sharing e si fa riferimento al blocco del nuovo bando per un ricorso al TAR, il comune ha fatto un contro ricorso al Consiglio di Stato ma senza esito, fatto da una ditta di cartellonari per bloccare la procedura. La ditta secondo quanto ci risulta sarebbe la S.C.I., una delle tante ditte che ha distrutto e trasfigurato la città, con cartelloni ovunque negli ultimi tre anni. Proprio la S.C.I., evidentemente non soddisfatta di quanto fatto fin'ora, ha pensato bene di bloccare questo fondamentale servizio (quando avrà almeno dieci volte tante stazioni di quante sono previste da questo bando, intendiamoci) col grimaldello del TAR.

Il comune tuttavia ha molta fretta, probabilmente per questioni elettorali, dunque i tempi dovrebbero stringere e dopo il pronunciamento di metà maggio si dovrebbe andare avanti. Dopo una enorme fatica il risultato sarà un bike-sharing monco, con pochissime stazioni perché pochissimi sono stati gli spazi pubblicitari che si è potuto destinare a questo servizio. Il mercato pubblicitario, per come lo vedono i cartellonari romani, che dopo averlo distrutto a quanto pare lo torturano a suon di ricorsi, non può concepire uno scambio spazi-contro servizio. Gli spazi pubblicitari devono servire solo ad arricchire chi, più o meno legalmente, li gestisce. E non è pensabile nessun altro tipo di modello...

venerdì 27 aprile 2012

Ecco perché consideriamo inutile e forse dannosa la manifestazione #salvaiciclisti

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Perché, in primis, chi usa la bicicletta non un "ciclista" e bisogna piantare di considerarlo tale. I ciclisti erano Pantani e Gimondi e non sappiamo più chi altro, un cittadino che usa la bicicletta per spostarsi da un posto all'altro della propria città non è un ciclista e non deve essere chiamato "ciclista". Chi prende l'autobus non è un autobussista, chi prende il tram non è un tranviere e chi prende il taxi non è un tassinaro, ma solo un cittadino che sceglie i suoi mezzi di locomozione e ne governa il sapiente mix a seconda delle proprie convenienze.

Convenienze appunto. Quello che occorre fare è non tanto creare ghetti ciclabili dove far scorrazzare i "ciclisti", piuttosto rendere poco conveniente girare con l'auto, per dirne una: meno posti auto gratuiti, più sanzioni, arredo urbano rigido che impedisca la sosta selvaggia, ulteriore aumento del costo della benzina. Perché se le strade diventano normali e le biciclette aumentano in maniera esponenziale saranno ben presto gli utilizzatori delle auto private a doversi guardare da chi si serve della bici, non il contrario. Insomma, non siamo noi la mobilità debole, sono loro. Posso diventarlo loro. Sono loro che dovranno andare a fare le manifestazioni. O che dovranno optare per mezzi di trasporto più adeguati.

Il concetto di "ciclista" è una delle tante mistificazioni delle persone che, in buona fede, cercando di promuovere la ciclabilità, la ghettizzano.

Perché tutte le manifestazioni che individuano una minoranza e la bollano come minoranza-in-difficoltà, hanno come risultato quello di trasformare quel settore in, appunto, una minoranza in difficoltà.

Perché chi scrive usa tutti i giorni la bicicletta pur non essendo un ciclista.

Perché quelli di #salvaiciclisti stanno ancora alla ciclabile del Tevere o alla ciclabile per arrivare a Ostia e fanno tanta, tantissima fatica a capire che le ciclabili vere sono quelle da fare dentro la città, per andare a lavoro o a fare la spesa o a prendere il figlio all'asilo. Quelle da fare al posto della fila di macchine in sosta.

Perché chi promuove #salvaciclisti, dopo aver visto che la faccia di città come Londra e Parigi è cambiata non con le ciclabili della domenica, non con i camion che segnalino con un suono la retromarcia (il primo punto del loro manifesto, ca**o, così stanno!!!), ma con il bike-sharing, beh, dopo tutto questo ancora fanno fatica, tantissima fatica, a capire che l'unica soluzione per rendere ciclabile una città è un massiccio e diffuso schema di bike-sharing.

Ma i #salvaiciclisti questa cosa non la capiscono e non l'hanno mai capita. Perché loro considerano la bicicletta non un mezzo per spostarsi, ma un vessillo ideologico. Ideologia ambientalista, non sappiamo, fate voi. Ideologia che non ci appartiene: consideriamo la bicicletta lo strumento più efficace, utile, economico per spostarsi in città sotto un certo kilometraggio. Fine. Non siamo ciclisti e crediamo che non ci debba essere nessuno che ci venga a salvare. Piuttosto dovrebbero salvare quegli idioti, incivili e ridicoli cittadini che si ostinano a usare l'auto quando potrebbero farne a meno. Dilapidandoci sopra fegato e stipendio. Quelli sì, che sono da salvare...


DESIDERIAMO SOLO CHE UTILIZZARE LA BICICLETTA, QUANDO CONVIENE E DUNQUE QUASI SEMPRE IN CITTA', DIVENTI UNA ROBA NORMALE, DA FARE NON PER IDEOLOGIA O PER SCELTA POLITICA, MA PER NECESSITA' E TORNACONTO PERSONALE (SI, TORNACONTO PERSONALE PERCHE' FA RISPARMIARE SOLDI E FA STARE IN FORMA E EVITA LO STRESS DEL PARCHEGGIO, PER ESEMPIO). DESIDERIAMO CHE LA CICLABILITA' SIA UNA COSA DA AFFERMARE E IMPORRE PERCHE' E' OVVIO CHE SIA COSI'. NATURALE CHE SIA COSI'. UNA COSA DA FARE PUNTO E BASTA, NON UN PANDA DA SALVARE DALL'ESTINZIONE.

venerdì 16 marzo 2012

E intanto nei Paesi Bassi...

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Nel frattempo che qualcuno ci faccia sapere news sul Bike-Sharing romano (chi è che ha riso???), guardiamoci questo documentario sull'Olanda.

martedì 28 febbraio 2012

L'impossibilità di una città di diventare normale...

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Milano, Lione, Parigi, Londra. La prossima estate, alla grande, New York. E molte altre. Sono le città che sono passate al bike-sharing ed hanno completamente cambiato faccia alla loro mobilità. Roma ci sta provando dal 2008 (vietato ridere) e non ce la sta facendo assolutamente. Nella migliore delle ipotesi le stazioni sarebbero state 80. Un decimo di quelle di Parigi in una città grande dieci volte Parigi. Il computo dei numeri lo abbiamo fatto qualche post fa. E la migliore delle ipotesi neppure si verificherà, visto che è notizia di questi giorni la sospensiva che il TAR ha dato sulla gara per il nuovo bike-sharing. Doveva concludersi tutto a metà febbraio, forse si andrà a maggio... E già ci aspettiamo una vertenza per ognuna delle 80 stazioni. Sapete com'è, torgono i posti ae maghine...

giovedì 23 febbraio 2012

Ehehhee, bella domanda...

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Ciao sono un manutentore ex Cemusa. Ma delle 200 bici acquistate dall'Agenzia della mobilità sapete qualcosa?

domenica 1 gennaio 2012

Bike Sharing a Roma e Parigi. L'ulteriore confronto. Due conti

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Quanto è costata in termini di mq la partenza del Velib' parigino ovvero del più grande e importante schema di bike-sharing al mondo? Facciamo due conti.

Per le 20.600 biciclette previste dal Velib' nel 2006/2007 vennero messi in palio 1280 cartelloni da 2mq e 348 cartelloni da 8mq. Fanno complessivamente 0,25mq a bicicletta.


Per le 850 biciclette previste dal bike-sharing sono stati messi in palio, da un bando ancora in essere, 1500 mq di impianti pubblicitari. Fanno 1,76mq a bicicletta.


Aggiungeteci che il bando per il bike-sharing parigino venne pubblicato nel 2007, venne espletato, assegnato, gestiti i ricorsi e il servizio inaugurò proprio nel 2007. A Roma il bando è stato pubblicato nel 2011 ma lo stesso Comune prevede le prime colonnine installate solo nel 2013. Dopo due anni. Dunque, a quanto pare, con 6-7 anni -se tutto andrà "bene"- di ritardo rispetto a Parigi avremo un servizio 25 volte più piccolo di Parigi in una città come la nostra che è 11 volte più estesa di Parigi. Ne deriva che il servizio romano sarà circa, di fatto, 250 volte meno interessante di quello parigino. Duecentocinquanta volte. In compenso il tutto costerà alla città di Roma sette volte di più. Comparando questo ulteriore dato e incorporandolo vediamo che il servizio romano avrà quando sarà inaugurato una qualità

1750 volte peggiore

rispetto a quella parigina.


Pensate quanto Roma paga la situazione del mercato pubblicitario. E' vero a Parigi c'è un monopolio da parte di un'unica azienda che ha richiamato su se anche alcune critiche negli anni. Ma in determinati e delicati settori è meglio il monopolio o la mafia?