lunedì 30 aprile 2012

Bike-Sharing, qualche novità e qualche scandalo

Qui un articolo di oggi sul Corriere della Sera online, cronaca di Roma. Si parla del bike-sharing e si fa riferimento al blocco del nuovo bando per un ricorso al TAR, il comune ha fatto un contro ricorso al Consiglio di Stato ma senza esito, fatto da una ditta di cartellonari per bloccare la procedura. La ditta secondo quanto ci risulta sarebbe la S.C.I., una delle tante ditte che ha distrutto e trasfigurato la città, con cartelloni ovunque negli ultimi tre anni. Proprio la S.C.I., evidentemente non soddisfatta di quanto fatto fin'ora, ha pensato bene di bloccare questo fondamentale servizio (quando avrà almeno dieci volte tante stazioni di quante sono previste da questo bando, intendiamoci) col grimaldello del TAR.

Il comune tuttavia ha molta fretta, probabilmente per questioni elettorali, dunque i tempi dovrebbero stringere e dopo il pronunciamento di metà maggio si dovrebbe andare avanti. Dopo una enorme fatica il risultato sarà un bike-sharing monco, con pochissime stazioni perché pochissimi sono stati gli spazi pubblicitari che si è potuto destinare a questo servizio. Il mercato pubblicitario, per come lo vedono i cartellonari romani, che dopo averlo distrutto a quanto pare lo torturano a suon di ricorsi, non può concepire uno scambio spazi-contro servizio. Gli spazi pubblicitari devono servire solo ad arricchire chi, più o meno legalmente, li gestisce. E non è pensabile nessun altro tipo di modello...

1 commento:

Anonimo ha detto...

Città governata con metodi mafiosi da incompetenti e miopi affaristi