mercoledì 18 luglio 2012

Cinque anni di Velib'

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23mila biciclette
1700 stazioni
13milioni di biglietti staccati
224mila abbonati
30milioni di corse all'anno
Il tutto pagato dalla pubblicità perché a Parigi la Camorra dei cartelloni non c'è

Il 21 luglio, un grande party per festeggiare il babbo di tutti i bike-sharing del mondo...

mercoledì 11 luglio 2012

Il bike-sharing a Roma non si riesce a fare perché il comune è complice della camorra dei cartellonari? Mavaaa. E quanti anni sono che qui lo scriviamo???

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Nettamente contrariato. Questo lo stato d'animo del vicepresidente della Commissione Ambiente al Comune di Roma Athos De Luca dopo l'incontro di stamattina per fare il punto sul bike sharing: "E' apparso chiaro, anche dalle dichiarazioni del Presidente dell'Agenzia per la mobilità dott. Tabacchiera, che il comportamento dell'Assessore Bordoni, responsabile degli impianti pubblicitari, è la causa del mancato accordo dell'uso degli impianti pubblicitari per finanziare il bike sharing. Ciò è dimostrato in quanto Bordoni non intende accogliere le proposte di togliere i 1500 mq di impianti necessari al bike sharing, pari a 350 impianti, dal numero complessivo degli impianti esistenti. Non è possibile finanziare il bike sharing, aumentando il numero degli impianti, in quanto a Roma la situazione è già insostenibile e i cartelloni andrebbero ridotti drasticamente. L'Assessore Bordoni pur di difendere i "cartellonari", affossa il bike sharing".

INTERVENTO DI Alemanno - Consigliere Pd al Comune di Roma che chiede l'intervento di Gianni Alemanno: "A questo punto dovrebbe intervenire direttamente il Sindaco, per indurre Bordoni a collaborare con l'assessorato all'ambiente. Infatti il TAR ha accolto uno dei tre ricorsi contro la gara per il bike sharing, con la motivazione che non era indicata la collocazione dei nuovi impianti per finanziare le biciclette. Il Comune dopo il deposito delle motivazioni, potrebbe integrare il bando indicando l'ubicazione degli impianti, il che è impossibile senza l'accordo con l'Assessore Bordoni. In molte città europee, le biciclette sono finanziate con la pubblicità, solo a Roma questo è impossibile, per la giungla selvaggia di cartelloni, consentita da questa amministrazione".


LOBBY PUBBLICITARIA - De Luca, ritiene necessario che una eventuale integrazione del bando, debba contenere anche la congruità tra i costi del biche sharing con il valore economico degli spazi pubblicitari concessi alla ditta aggiudicatrice, per evitare ogni forma di speculazione. Il bando del Comune, prevede di passare dalle attuali 29 postazioni ad 80, pari a circa 1600 biciclette. Da notare, che il ricorso contro il bando, è stato presentato proprio dalle ditte di pubblicità romane, che temono l'inserimento di grandi aziende internazionali nel settore della pubblicità, in quanto potrebbero fargli concorrenza. "Per stroncare la lobby degli impianti pubblicitari a Roma - conclude il Consigliere capitolino - è indispensabile proprio un bando internazionale, che crei una sana concorrenza, con quanti da anni vivono di privilegi nel regime di monopolio, garantito dal Comune". (da Roma Today) *E ricordatevi che 1500 mq sono meno dell'1% del totale dei mq che la Camorra in questione ha installato in città. Non mollano neppure lo zerovirgola del loro potere mafioso. Ecco la cosa che li farà morire ammazzati: la loro ingordigia. Questo ci consola. E solidarietà all'Assessore Visconti che contro questo schifo ha provato a opporsi Roma fa schifo

venerdì 6 luglio 2012

A Londra inaugura il grattacielo più alto d'Europa

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Chissà quanto impiegherà, Roma, ad arrivare agli standard di questa città. Fino agli anni Settanta o giù di lì, metrpolitane a parte, eravamo pari. Ma ora...

martedì 3 luglio 2012

Bike Sharing a macchia di leopardo. La follia del XVII Municipio

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Il bike-sharing a Roma va in merda non soltanto perché la mafia dei cartelloni pubblicitari impedisce che questo servizio nasca, ma anche perché nessuno ha capito di che si tratta, nessuno si è preso la briga di andare a Londra o a Parigi a dare un'occhiata, nessuno ha compreso che il bike-sharing può definirsi tale solo se è un servizio diffuso, integrato, vasto e omogeneo. Con determinate caratteristiche di usabilità, accessibilità, distanza tra le stazioni, integrazione con gli altri mezzi pubblici. Altro che fare il bike-sharinghetto del XVII Municipio... Mah! Roba pubblicitaria, che danneggia il bike-sharing quello vero!