venerdì 17 agosto 2012

Il bando del bike-sharing. Ecco perché la censura del TAR è un enorme boomerang per le ditte della mafia cartellonara

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Il bicing ha cambiato faccia alla mobilità di Barcellona
Il monumentale lavoro dell'Architetto Bosi pubblicato quest'oggi su Cartellopoli non fa altro che spiegare come la SCI (Società Cartelloni Illegali... si scherza eh), la ditta grazie alla quale oggi non possiamo avere un bike-sharing come tutte le capitali europee, la ditta che ha fatto ricorso al TAR contro il bando per il bike-sharing, la ditta che ha rappresentato il Cavallo di Troia dei potentati cartellonari (il sindaco li chiama "mafia" ed è capace che abbia anche ragione) e dell'assessorato al commercio contro l'assessorato all'ambiente che aveva proposto il bando.

Ebbene la gara è stata sospesa e il bando invalidato. Ma su molte rimostranze da parte della SCI il TAR ha invalidato accettandone solo una, peraltro facilmente correggibile, e dichiarando congruenti tutte le altre. Ecco perché Cartellopoli parla di Vittoria di Pirro. Perché quando un domani la nuova amministrazione deciderà di ripresentare il bando (sperabilmente su dimensioni serie, perché non ha senso un bike sharing con 40 o 70 stazioni: è ridicolo), lo potrà fare senza avere alcun timore di vederselo impugnato perché su tutti gli elementi principali il tribunale si è già espresso dando ragione all'amministrazione e torto alle assurde pretese delle cartellonare, letteralmente terrorizzate dall'arrivo anche a Roma di modelli economici presenti in tutta Europa (e per la verità in tutta Italia).

La bocciatura, insomma, può rappresentare addirittura qualcosa di positivo: ora la palla tocca al Comune che potrà rilanciarla con maggiore forza. Ovviamente questo sarà impossibile finché certi individui saranno all'assessorato al commercio, ma con la nuova amministrazione, tra meno di un anno, le cose potrebbe radicalmente cambiare e la città potrà forse finalmente adeguarsi a Milano, a Torino, a Barcellona, a Lione, a Parigi, a New York City, a Londra...

mercoledì 15 agosto 2012

La stazione del bike-sharing più vista dai turisti. Ecco come sta

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Guardate attentamente. Siamo tra Via Minghetti e Via delle Muratte. Qui passano ogni giorno non sappiamo neppure quante decine di migliaia di turisti. Un percorso continuo che fa della tratta Pantheon Trevi forse la traiettoria più battuta dai turisti a livello europeo. La stazione sta lì, ridotta in questo modo. Non vi sono bici, manco a dirlo. I motorini non ingombrano l'area solo perché siamo a metà agosto. Il perno di una bici rubata fa bella mostra di se attaccato ad una colonnotta. Il pannello informativo è stato divelto e, per sicurezza (attenzione, per sicurezza), qui nella capitale della sciatteria interplanetaria hanno messo il solito camporom di tondini di metallo e rete arancione. Un accrocco di una pericolosità estrema: consigliamo qualcuno a fingere un incidente -plausibilissimo- ed a richiedere poi forti indenizzi al Comune. Dopo aver perso la causa, forse, la pianteranno di fare queste schifezze.