domenica 15 dicembre 2013

Bike-sharing nel mondo. Confronto internazionale. Ecco perché il bike-sharing da 80 stazioni che vuole fare la Giunta Marino è qualcosa di semplicemente inutile

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Parigi - 1230 stazioni con circa 14mila bici
Londra - 570 stazioni con circa 8mila bici
Barcellona - 420 stazioni con circa 6mila bici
Milano - 184 stazioni con circa 3mila 500 bici
Lione - 340 stazioni con circa 4mila bici
New York City - 330 stazioni con circa 6mila bici (servizio appena partito, pronto ad essere portato a 10mila bici)


E' del tutto evidente che parlare di 80 stazioni e mille biciclette serve soltanto a farsi le foto con sindaco e assessore belli impettiti di fronte ad una stazione - rigorosamente centrale - il giorno dell'inaugurazione. Fine. Non servono ad altro. Non affrontano o risolvono problemi di viabilità, non spostano numeri, non entrano negli occhi della città, non danno un servizio ai turisti. Niente. Come fare? Semplice: inserire il progetto di bike-sharing nel più ampio progetto di revisione (e rivoluzione) della cartellonistica. Con alcune migliaia di mq di impiantistica pubblicitaria da destinare a questo scopo, nell'ambito dei bandi che si dovranno (si dovranno!) svolgere nel 2015 per mettere una buona volta la parola fine allo scandalo mafioso della cartellonistica romana, si potrebbero ottenere le stazioni (un numero ci auguriamo più vicino a 500 che a 300) necessarie ad un bike-sharing degno di questo nome e che davvero potrebbe impattare sulla mobilità a Roma. Il tutto, ovviamente, a costo zero per l'amministrazione. Basta avere lucidità, basta volerlo.

lunedì 7 ottobre 2013

Ignazio Marino, Guido Improta e l'eccessiva fretta nell'avere un nuovo bike-sharing a Roma. Sarà buona consigliera?

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Ieri il sindaco Ignazio Marino si è recato a Ostia, con il treno e in bici a inaugurare un nuovo progetto di pedonalizzazione del Lungomuro, ops, del Lungomare. Bene. Meno bene le dichiarazioni che in quella circostanza sono state diramate sul bike-sharing.
Si confermano insomma le voci che vogliono il Sindaco molto, anzi troppo, premuroso nel far partire il bike-sharing subito all'inizio del prossimo anno. 

Dovremmo essere contenti, contentissimi: per come la mette il Sindaco a gennaio si dovrebbero iniziare a installare 80 stazioni per un totale di quasi 1000 biciclette. Peccato tuttavia che la cosa presenti dei contorni di grande pericolo. In primis 80 stazioni non sono un bike-sharing per un territorio come Roma, sono una azione pubblicitaria. E' come dire che si pedonalizzano i Fori Imperiali e poi chiunque può transitarvi in auto. 80 stazioni non bastano, insomma, e il bike-sharing romano, se si vogliono fare le cose come si deve e non come le fece Veltroni e, ancora peggio, Alemanno, deve partire con un programma di sviluppo che può avere anche uno start a 80 stazioni, ma poi deve procedere a fasi di ampliamento rapide e successive che portino il servizio ben oltre al centro storico (con 80 stazioni si riesce a fatica a coprire il I Municipio): di questo programma non appare esserci spazio. Anche perché deve essere in nuce, deve essere pronto all'inizio, perché deve essere poi sviluppato dalla stessa ditta che gestirà il servizio. 

Ecco, appunto, la ditta. Come verrà selezionata. A quanto ci risulta, per fortuna, Guido Improta non è più sulle posizioni, indifendibili, che aveva palesato la scorsa estate. Quando apparve essere favorevole ad un'irricevibile offerta di alcune ditte pubblicitarie romane (evitiamo gli aggettivi...) che per salvarsi il fondoschiena (nel 2014 le loro concessioni devono spirare e si deve finalmente procedere a dei regolari bandi pubblici che mettano una volta per tutte la parola fine allo scandalo-Cartellopoli romano), per salvarsi il fondoschiena, dicevamo, avevano proposto di regalare all'amministrazione un pateracchio di bike-sharing pur di mantenere i loro impianti sul territorio. E' ovvio che il bike-sharing non si fa così ed è ovvio che il bike-sharing a Roma lo possono fare solo (solo!) le società che fanno i grandi bike-sharing nel mondo. I modelli, anche tecnologici, sono tre: o quello di Barcellona e Milano, quello di Parigi e Lione, quello di New York e Londra. Non ci sono altre alternative all'altezza. Ma, con questa fretta ma come ora cattiva consigliera, come si farà a fare un bando serio che contempli anche i cambiamenti nel comparto delle affissioni che dovranno essere rivoluzionate nei prossimi mesi?  Il bike-sharing deve, dovrebbe, andare insieme alla riforma dell'advertising outdoor e dunque di pari passo, con questa accelerazione si separeranno i destini delle due.

Staremo a vedere, ma si rischia di infilarsi in un vicolo cieco. L'optimum, invece, sarebbe aspettare la fine del 2014 e inserire un ampio schema di bike-sharing dentro al bando per la cartellonistica per legare le sorti dei due comparti. Il rischio è fare qualcosa che non sia efficace, che dunque non sia rispettato ne dagli utenti ne dalla volgarità degli automobilisti. E già sarà difficilissimo convincerli che non possono posteggiare più dentro le stazioni...

lunedì 26 agosto 2013

Il rilancio del bike-sharing di Guido Improta? Una doppia sciagura sia per i ciclisti sia per i cittadini che richiedono la riforma della cartellonistica. Ecco perché

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L’iniziativa di “rilancio”, tra tante virgolette, del bike-sharing a cui sta lavorando l’assessore Guido Improta e che è stata anticipata dalla stampa qualche giorno fa appare fin da subito molto deludente. Un semplice e banale piano, già esistente all’epoca Alemanno, che non porta alcun vantaggio a questo servizio che ha bisogno di ben altro respiro per risultare decisivo. Non dimentichiamo che il bike-sharing, dove fatto funzionare come si deve, ha drenato fino ad un 10% di spostamenti urbani liberando strade e combattendo la congestione del mezzo pubblico. In una città come Parigi, per capirci, l’istituto dello sciopero dei mezzi pubblici ha perso completamente forza (pensate a Roma il venerdì…) perché tanto la gente in ufficio ci arriva uguale grazie al bike-sharing. Uno strumento potentissimo che per funzionare deve avere determinate caratteristiche che sono profondamente lontane da uno schema di 80 stazioni come lo prevede Improta.
Con 80 stazioni, in una città sconfinata, Roma avrebbe (pur con un abbonamento simile, anzi un po' superiore, a quello di altre città: 40€) meno postazioni di Torino, meno della metà di Milano con un terzo delle biciclette della città lombarda. Inutile addentarsi in spiegazioni tecniche: con 80 stazioni il bike-sharing non serve ad alcunché.
Non si capisce poi perché per installare delle stazioni occorra il vialibera della Soprintendenza. Che sovente boccia ma che non boccia mai la sosta delle auto, anzi neppure viene interpellata. Per un parcheggio di biciclette serve il loro assenso, per un parcheggio di autovetture no: bizzarro, no!?

Al di là delle questioni dimensionali e delle questioni architettoniche e di tutela, passiamo alle questioni gestionali. La terribile notizia per tutto il movimento che si occupa di combattere la cartellopoli romana (ovvero quello scandalo incredibile che negli ultimi anni ha ulteriormente peggiorato la annosa consegna del mercato della pubblicità ad una pletora di ditte spesso para-criminali) è che il Comune sta cercando di scindere le sorti del bike-sharing da quello dello scandalo cartellopoli. Dovunque il bike-sharing funzioni infatti, con poche eccezioni come Londra ma con tante conferme come Parigi, Lione, Milano, Torino, sono le società dell’impiantistica pubblicitaria  a gestirlo. Da qui l’assioma secondo cui a Roma il bike-sharing  avrebbe potuto funzionare solo dopo una radicale sistemazione (che oggi è alla portata grazie alla scadenza delle concessioni nel 2014) del mercato pubblicitario inserendo  il bike-sharing stesso tra i ‘tornaconti’ in un eventuale bando di gara che assegnasse le nuove concessioni. Ora cosa succede? Succede che il bike-sharing si cerca di farlo lo stesso, non più in cambio di cartelloni pubblicitari e dunque non più nell’ambito di una risistemazione del comparto cartelloni. L'amminirazione, a quanto pare e speriamo davvero di sbagliarci, immagina di non poter risolvere il bubbone dei cartelloni e allora trova, maldestramente e goffamente, le strade per aggirarlo.

Avremo, dunque, un bike-sharing che non servirà a nessuno, con sole 80 stazioni su un territorio che dovrebbe averne almeno dieci volte tanto, e in compenso non potremo più neppure utilizzare questo argomento come leva e grimaldello per richiedere a gran voce la sistemazione del comparto cartelloni. Una perdita secca su entrambi i fronti, un uno due da ko.

Auguriamoci che l’assessore alla mobilità, che ha giustamente la delega per la ciclabilità, corregga rapidamente la rotta. Anche perché altre caratteristiche minori del progetto (demenziali le bici elettriche, pericolosissimo per il Comune doversi caricare dei costi del vandalismo) appaiono valorizzare il nostro pensiero: non occorre inventarsi nulla, i modelli esistono già e vanno soltanto copiati.

lunedì 22 luglio 2013

Interrogazione urgente sul bike-sharing. Come risponderà Ignazio Marino a questi puntuali appunti?

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La bella interrogazione sul bike-sharing presentata da Enrico Stefàno del Movimento Cinque Stelle mentre tutto il Consiglio Comunale (e pure la Giunta) o dormono o, nonostante le condizioni di questa città, pensano all'agosto di vacanza... Bravo!
PS. E notate come si affonda sul tema cartelloni: evidentemente il M5S ha capito più di altri che è da lì che si deve transitare per ottenere un efficiente bike-sharing a Roma...

lunedì 1 luglio 2013

L'allucinante flop del bike-sharing 'bucolico' dentro Villa Borghese e Villa Ada

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Un flop da 650 mila euro! 60 ebike (7000 euro l'una) a Villa Borghese e 30 a Villa Ada utilizzabili solo per una passeggiata nel parco! Ma nessuno le utilizza per i costi e le regole assurde di noleggio! Un'altra occasione persa per diffondere l'uso della bici nella nostra citta!
Anna S.

domenica 9 giugno 2013

Bike sharing. Check stazioni pre elettorale

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Ecco la situazione attuale delle bici sabato 8 giugno alle 22

*Arenula: 2 su 11
*Argentina: 0 su 22
*Campo dei Fiori: 4 su 20
*Colonna: 0 su 10
*Flaminio 20: 0 su 18
*Flaminio 21: 2 su 13
*Fontana di Trevi: 2 su 9
*Navona: 0 su 10
*Oratorio: 0 su 12
*Ostia - Anco Marzio: 0 su 8
*Ostia - Porto: 1 su 6
*Ostia - Stazione Vecchia: 0 su 0
*Ostia - Venezia: 0 su 10
*P.za dell' Oro: 1 su 10
*Pantheon: 0 su 17
*Parlamento: 1 su 20
*Pontefici: 0 su 18
*Popolo: 2 su 18
*Roma III - Bologna: 0 su 6
*Roma III - Moro: 0 su 7
*Roma III - Torlonia: 0 su 0
*Roma III - Verano: 1 su 6
*S. Andrea della Valle: 1 su 9
*San Silvestro: 0 su 10
*Scrofa: 0 su 9
*Sforza Cesarini: 0 su 9
*Spagna: 1 su 19
*Tritone: 0 su 6
*Venezia: 0 su 11

roba da terzo mondo e senza offesa per il terzo mondo
Fabrizio

venerdì 3 maggio 2013

Francamente "goccia nell'oceano" è un eufemismo. E che eufemismo

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"Il servizio di bike sharing del Municipio IV si estende: l’ Enel Green Power, società leader nel settore di mercato delle energie rinnovabili, ha donato al municipio Roma Montesacro tre biciclette a pedalata assistita che andranno ad aggiungersi a quelle già gratuitamente a disposizione dei residenti presso Piazza Sempione. “Ancora una volta – ha commentato soddisfatto il minisindaco Cristiano Bonelli – dimostriamo come si possa riuscire a dare servizi aggiuntivi ai residenti senza spendere risorse pubbliche. Sarà una goccia nell’oceano – ha chiosato – ma è la dimostrazione della voglia di continuare a lavorare per migliorare il nostro territorio”.“

martedì 2 aprile 2013

Zingaretti, sveglia. Le elezioni ci sono state un mese fa, è il momento di muoversi. Specie sulla ciclabilità. Una lettera dal Coordinamento Roma Ciclabile

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On. Nicola Zingaretti
Presidente della Regione Lazio

On. Fabio Refrigeri,
Assessore alle Infrastrutture, alle politiche abitative e all'ambiente

On. Michele Civita,
Assessore al Territorio, Mobilità e Rifiuti.

Roma, 25 Marzo 2012
Oggetto: politiche regionali a favore della mobilità ciclabile

Gentile presidente e gentili assessori,
apprendiamo con piacere che la nuova Giunta della Regione Lazio si è positivamente costituita. Vogliamo da subito fornire la nostra collaborazione per avviare finalmente anche nella nostra regione una seria politica per lo sviluppo della mobilità sostenibile attraverso il potenziamento dell’uso della bicicletta in tutte le sue possibili forme, innanzitutto tutto per gli spostamenti urbani, ma poi anche per il turismo, lo sport e il tempo libero. Politica che finora è totalmente mancata. Ci aspettiamo dalla nuova giunta un cambio di passo molto forte in questa direzione.
Abbiamo elaborato diverse proposte operative, come Coordinamento romano, sicuri di interpretare una domanda ampiamente diffusa su tutto il territorio regionale. Sia per il rapporto che Roma istituisce con il territorio d’area vasta, con il pendolarismo e con il turismo culturale e ambientale, sia per i molti territori urbanizzati che si sono sviluppati in diverse parti della regione. Vi alleghiamo pro memoria il documento preparato prima delle elezioni.
Ora vi chiediamo subito, senza perdere altro tempo, di avviare un dialogo permanente con le realtà associative e i movimenti che sono stati sempre attivi nella promozione della mobilità ciclabile, per raccogliere le migliori idee, elaborare una strategia della Regione che sia condivisa e capace di contribuire ai profondi cambiamenti che ci aspettiamo nel sistema complessivo della mobilità. E’ necessario che la discontinuità con il passato sia molto evidente e i risultati si possano vedere chiaramente in tempi brevi. Altrimenti il circolo virtuoso fra crescita della domanda di mobilità ciclabile e qualità ambientale rischia di non avviarsi mai.
La Regione può fare molto, sul piano legislativo e normativo, su quello della pianificazione e della programmazione, per stimolare e sostenere gli attori istituzionali locali più virtuosi, e anche con interventi diretti. Vi chiediamo quindi un incontro al più presto. Certi che gli impegni pre-elettorali verranno rispettati fino in fondo.
In attesa di una vostra risposta, vi inviamo i più cordiali saluti,
Roberto Pallottini
Portavoce del Coordinamento Roma Ciclabile

***


Dagli stati generali delle biciclette di Reggio Emilia del 2012 alla Regione Lazio del 2013
La nostra strategia
La Regione Lazio deve mettere in campo serie politiche per la mobilità nuova. Con l’obiettivo di ridurre la mobilità delle auto. Roma Viterbo e Latina sono nei primi quattro posti a livello nazionale per numero di auto immatricolate (con i valori più alti a livello mondiale). Per aumentare gli utenti del trasporto pubblico, ora sui valori più bassi. Per ridurre i costi (finanziari e umani), i consumi di energia, aumentare la qualità dell’aria e degli spazi pubblici, il benessere e la socialità dei cittadini.
La bicicletta è una delle chiavi di volta di una mobilità urbana diversa, innovativa e intelligente, ed è in relazione e alleata con le altre modalità di spostamento “non motorizzate”. La bicicletta non è solo un mezzo di trasporto sostenibile. Le biciclette sono agili, si adattano alla vita delle città, anche a quella diffusa: tocca anche alla Regione riconoscerle e garantire loro sicurezza e dignità di “mezzo di trasporto quotidiano”. Perché un territorio “adatto” alle biciclette è un territorio che migliora la propria qualità complessiva, non solo per i ciclisti ma per tutti.
L’obiettivo è realizzare anche nel Lazio le condizioni per una mobilità in bicicletta sicura e competitiva con l’automobile. Questo significa ripensare il territorio per muoversi a piedi, in bicicletta e con il trasporto pubblico.
Per questo vogliamo dalla prossima Amministrazione regionale un impegno chiaro in questa direzione, per sostenere gli obiettivi principali in materia di mobilità nuova: riduzione al limite dei 30 km/h della velocità urbana, investimenti sul trasporto pubblico e sulle infrastrutture riservate a ciclisti e pedoni, interventi sulle strade per la riduzione radicale della mortalità causata da incidenti, ridisegno delle infrastrutture mettendo al centro i pedoni e ciclisti, e poi campagne di comunicazione, di educazione nelle scuole e circuiti ciclabili per i bambini.
La Regione si deve dotare di strumenti legislativi per lo sviluppo della mobilità ciclistica e delle reti ciclabili (leggi già approvate da Lombardia con L.R. n. 7/2009, Toscana con L.R. n. 27/12, Calabria con L.R. 16/03, Puglia con L.R. 127/12 e in via di approvazione in Abruzzo).
A livello di pianificazione delle reti, non si può concepire una pianificazione della mobilità ciclistica del tutto sganciata dalla pianificazione territoriale ed urbanistica. Pertanto, le leggi regionali di governo del territorio devono prevedere che all’interno degli strumenti di pianificazione del territorio e della mobilità siano necessariamente inseriti i piani di rete ciclabile alle varie scale, quali piani di settore, come previsti dalla legge n. 366/98 e dal DM 557/99. La normativa regionale deve destinare parte degli oneri di urbanizzazione alla mobilità ciclistica.
Vogliamo che la prossima amministrazione sottoscriva questi impegni, li consideri fondamentali e da tradurre in azioni, con fondi e leggi dedicati. Per rafforzare la lobby a sostegno della mobilità collettiva alternativa alla lobby della mobilità individuale motorizzata. Per costruire un alleanza di interessi ben più larga di quella rappresentata da chi usa attualmente la bicicletta.
Gli obiettivi generali
  • Raggiungere la ripartizione 10-20-30 della mobilità in tutte le aree urbane della regione (intese come percentuali di ripartizione modale, tra bici, pedoni, TPL);
  • Ridurre lo spazio occupato dalle auto (in movimento e in sosta) con l’incremento delle isole ambientali e il ridisegno dello spazio pubblico a favore di pedoni e ciclisti
  • Adottare i 30 km/ora in ambito urbano con eccezione della viabilità principale o di ambiti definiti, la cui definizione sia responsabilità dei Piani locali.
  • Impegnarsi nella redazione e attuazione di un Piano regionale di percorsi ciclabili, per l’intermodalità bici/treno/TPL e per il cicloturismo, e realizzare i percorsi ciclabili già previsti dai piani provinciali e delle amministrazioni locali.
La strategia
  • Progettare e attivare servizi integrati e innovativi
Per un territorio amichevole che incoraggi il passaggio dall’auto in proprietà a sistemi integrati di mobilità. Ad es.: parcheggi bici-TPL, stalli, parcheggi bici ovunque (davanti alle scuole, nelle strade commerciali, davanti ai servizi pubblici ecc.), parcheggio negli spazi condominiali, ciclabilità diffusa (corsie, preferenziali, reti ciclabili come valorizzazione del paesaggio), bikesharing (in tutte le stazioni del ferro), servizi bici cargo per le merci, intermodalità, infomobilità (orientate alle bici).
  • Ruolo delle comunità (privati, associazioni e cittadini) per dare loro informazione e voce, per valorizzare il loro ruolo di innovazione di servizi e di prodotti. Riaprire seriamente gli spazi di partecipazione. Per costruire consenso allargato, perché attuare un programma per la ciclabilità cambia stili di vita e uso della città di molti cittadini. Far partecipare i rappresentanti degli utenti delle biciclette al tavolo permanente con l’amministrazione regionale sulle politiche della mobilità.
  • Individuazione di investimenti da attivare e/o da ridistribuire per il finanziamento della mobilità ciclistica (dai privati all’Unione europea). Molti sono i programmi europei rivolti alla sostenibilità e alla riduzione dei consumi energetici che per questi obiettivi finanziano interventi a favore della ciclabilità (life+, Central Europe, Interreg IV, Intelligent Energy, il settimo Programma Quadro – per la ricerca…)
  • Incentivi e disincentivi
Premi ad amministrazioni locali virtuose, incentivi per i lavoratori (premi, agevolazioni per accesso ai finanziamenti, convenzioni, abbonamenti e defiscalizzazioni per i datori di lavoro che li utilizzano). Incentivi mirati ai giovani (abbonamenti, convenzioni, modalità aggregazione).
  • Ufficio bici e cabina di regia regionale
Struttura operativa adeguata, che svolga compiti di programmazione e coordinamento, con un staff tecnico di livello alto, con competenze specializzate (da formare appositamente), in grado di svolgere tutte le attività necessarie: aggiornamento e verifica della pianificazione, coordinamento operativo fra enti locali, monitoraggio, partecipazione e comunicazione.
GLI STRUMENTI
Piano della ciclabilità regionale e Piano strategico della mobilità sostenibile regionale, che raccolga e sviluppi le strategie del piano Eurovelo e Bicitialia. Promozione dei Piano quadro delle province e dei Comuni, anche per il cicloturismo e le attività economiche collegate.
Realizzazione di almeno una grande opera di rilevanza regionale, ad esempio il percorso ciclabile litoraneo, lungo tutta la costa regionale, con relativi collegamenti con le stazione del ferro.
Comunicazione
- Educazione. Nelle scuole, università e nei luoghi di aggregazione, con progetti inclusivi (Scuole Car free, Ciclopedibus,…).
- Formazione. Nelle Pubbliche amministrazioni, per decisori e tecnici.
- Comunicazione. Mirata e differenziata. Ad esempio valorizzare le ricadute economiche e occupazionali, più opere per piccole/medie imprese, più posti di lavoro, più facilità di relazioni locali, condizione essenziale per lo sviluppo delle economie locali e sostenibili. Attivare strumenti dedicati (Portali web, Giornata naz.Bici, settimana EU mobilità, Bike to work –school –shopping….)
Indicatori di efficacia delle politiche della mobilità
Ad esempio:
  • numero di auto immatricolate: il 10% in meno in cinque anni (da 2.100.000 attuali a 1.800.000)
  • riduzione di morti e feriti tra pedoni e ciclisti per incidenti in ambito urbano, verso un target Zero
Contribuire alla rilevazione e al monitoraggio dell’estensione delle reti urbane ed extraurbane di itinerari e piste ciclabili attraverso il “censimento della ciclabilità”.

lunedì 11 marzo 2013

Bicifi, una proposta per il bike-sharing di Firenze. Cosa aspetta ora Matteo Renzi a far partire il bando dando l'ennesimo schiaffo morale a Roma?

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Qui la proposta durante una fiera, qualche giorno fa a Firenze. In attesa del bando di gara che consenta di sviluppare il servizio nel capoluogo toscano, città peraltro particolarmente adatta alla bicicletta.