martedì 2 aprile 2013

Zingaretti, sveglia. Le elezioni ci sono state un mese fa, è il momento di muoversi. Specie sulla ciclabilità. Una lettera dal Coordinamento Roma Ciclabile


On. Nicola Zingaretti
Presidente della Regione Lazio

On. Fabio Refrigeri,
Assessore alle Infrastrutture, alle politiche abitative e all'ambiente

On. Michele Civita,
Assessore al Territorio, Mobilità e Rifiuti.

Roma, 25 Marzo 2012
Oggetto: politiche regionali a favore della mobilità ciclabile

Gentile presidente e gentili assessori,
apprendiamo con piacere che la nuova Giunta della Regione Lazio si è positivamente costituita. Vogliamo da subito fornire la nostra collaborazione per avviare finalmente anche nella nostra regione una seria politica per lo sviluppo della mobilità sostenibile attraverso il potenziamento dell’uso della bicicletta in tutte le sue possibili forme, innanzitutto tutto per gli spostamenti urbani, ma poi anche per il turismo, lo sport e il tempo libero. Politica che finora è totalmente mancata. Ci aspettiamo dalla nuova giunta un cambio di passo molto forte in questa direzione.
Abbiamo elaborato diverse proposte operative, come Coordinamento romano, sicuri di interpretare una domanda ampiamente diffusa su tutto il territorio regionale. Sia per il rapporto che Roma istituisce con il territorio d’area vasta, con il pendolarismo e con il turismo culturale e ambientale, sia per i molti territori urbanizzati che si sono sviluppati in diverse parti della regione. Vi alleghiamo pro memoria il documento preparato prima delle elezioni.
Ora vi chiediamo subito, senza perdere altro tempo, di avviare un dialogo permanente con le realtà associative e i movimenti che sono stati sempre attivi nella promozione della mobilità ciclabile, per raccogliere le migliori idee, elaborare una strategia della Regione che sia condivisa e capace di contribuire ai profondi cambiamenti che ci aspettiamo nel sistema complessivo della mobilità. E’ necessario che la discontinuità con il passato sia molto evidente e i risultati si possano vedere chiaramente in tempi brevi. Altrimenti il circolo virtuoso fra crescita della domanda di mobilità ciclabile e qualità ambientale rischia di non avviarsi mai.
La Regione può fare molto, sul piano legislativo e normativo, su quello della pianificazione e della programmazione, per stimolare e sostenere gli attori istituzionali locali più virtuosi, e anche con interventi diretti. Vi chiediamo quindi un incontro al più presto. Certi che gli impegni pre-elettorali verranno rispettati fino in fondo.
In attesa di una vostra risposta, vi inviamo i più cordiali saluti,
Roberto Pallottini
Portavoce del Coordinamento Roma Ciclabile

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Dagli stati generali delle biciclette di Reggio Emilia del 2012 alla Regione Lazio del 2013
La nostra strategia
La Regione Lazio deve mettere in campo serie politiche per la mobilità nuova. Con l’obiettivo di ridurre la mobilità delle auto. Roma Viterbo e Latina sono nei primi quattro posti a livello nazionale per numero di auto immatricolate (con i valori più alti a livello mondiale). Per aumentare gli utenti del trasporto pubblico, ora sui valori più bassi. Per ridurre i costi (finanziari e umani), i consumi di energia, aumentare la qualità dell’aria e degli spazi pubblici, il benessere e la socialità dei cittadini.
La bicicletta è una delle chiavi di volta di una mobilità urbana diversa, innovativa e intelligente, ed è in relazione e alleata con le altre modalità di spostamento “non motorizzate”. La bicicletta non è solo un mezzo di trasporto sostenibile. Le biciclette sono agili, si adattano alla vita delle città, anche a quella diffusa: tocca anche alla Regione riconoscerle e garantire loro sicurezza e dignità di “mezzo di trasporto quotidiano”. Perché un territorio “adatto” alle biciclette è un territorio che migliora la propria qualità complessiva, non solo per i ciclisti ma per tutti.
L’obiettivo è realizzare anche nel Lazio le condizioni per una mobilità in bicicletta sicura e competitiva con l’automobile. Questo significa ripensare il territorio per muoversi a piedi, in bicicletta e con il trasporto pubblico.
Per questo vogliamo dalla prossima Amministrazione regionale un impegno chiaro in questa direzione, per sostenere gli obiettivi principali in materia di mobilità nuova: riduzione al limite dei 30 km/h della velocità urbana, investimenti sul trasporto pubblico e sulle infrastrutture riservate a ciclisti e pedoni, interventi sulle strade per la riduzione radicale della mortalità causata da incidenti, ridisegno delle infrastrutture mettendo al centro i pedoni e ciclisti, e poi campagne di comunicazione, di educazione nelle scuole e circuiti ciclabili per i bambini.
La Regione si deve dotare di strumenti legislativi per lo sviluppo della mobilità ciclistica e delle reti ciclabili (leggi già approvate da Lombardia con L.R. n. 7/2009, Toscana con L.R. n. 27/12, Calabria con L.R. 16/03, Puglia con L.R. 127/12 e in via di approvazione in Abruzzo).
A livello di pianificazione delle reti, non si può concepire una pianificazione della mobilità ciclistica del tutto sganciata dalla pianificazione territoriale ed urbanistica. Pertanto, le leggi regionali di governo del territorio devono prevedere che all’interno degli strumenti di pianificazione del territorio e della mobilità siano necessariamente inseriti i piani di rete ciclabile alle varie scale, quali piani di settore, come previsti dalla legge n. 366/98 e dal DM 557/99. La normativa regionale deve destinare parte degli oneri di urbanizzazione alla mobilità ciclistica.
Vogliamo che la prossima amministrazione sottoscriva questi impegni, li consideri fondamentali e da tradurre in azioni, con fondi e leggi dedicati. Per rafforzare la lobby a sostegno della mobilità collettiva alternativa alla lobby della mobilità individuale motorizzata. Per costruire un alleanza di interessi ben più larga di quella rappresentata da chi usa attualmente la bicicletta.
Gli obiettivi generali
  • Raggiungere la ripartizione 10-20-30 della mobilità in tutte le aree urbane della regione (intese come percentuali di ripartizione modale, tra bici, pedoni, TPL);
  • Ridurre lo spazio occupato dalle auto (in movimento e in sosta) con l’incremento delle isole ambientali e il ridisegno dello spazio pubblico a favore di pedoni e ciclisti
  • Adottare i 30 km/ora in ambito urbano con eccezione della viabilità principale o di ambiti definiti, la cui definizione sia responsabilità dei Piani locali.
  • Impegnarsi nella redazione e attuazione di un Piano regionale di percorsi ciclabili, per l’intermodalità bici/treno/TPL e per il cicloturismo, e realizzare i percorsi ciclabili già previsti dai piani provinciali e delle amministrazioni locali.
La strategia
  • Progettare e attivare servizi integrati e innovativi
Per un territorio amichevole che incoraggi il passaggio dall’auto in proprietà a sistemi integrati di mobilità. Ad es.: parcheggi bici-TPL, stalli, parcheggi bici ovunque (davanti alle scuole, nelle strade commerciali, davanti ai servizi pubblici ecc.), parcheggio negli spazi condominiali, ciclabilità diffusa (corsie, preferenziali, reti ciclabili come valorizzazione del paesaggio), bikesharing (in tutte le stazioni del ferro), servizi bici cargo per le merci, intermodalità, infomobilità (orientate alle bici).
  • Ruolo delle comunità (privati, associazioni e cittadini) per dare loro informazione e voce, per valorizzare il loro ruolo di innovazione di servizi e di prodotti. Riaprire seriamente gli spazi di partecipazione. Per costruire consenso allargato, perché attuare un programma per la ciclabilità cambia stili di vita e uso della città di molti cittadini. Far partecipare i rappresentanti degli utenti delle biciclette al tavolo permanente con l’amministrazione regionale sulle politiche della mobilità.
  • Individuazione di investimenti da attivare e/o da ridistribuire per il finanziamento della mobilità ciclistica (dai privati all’Unione europea). Molti sono i programmi europei rivolti alla sostenibilità e alla riduzione dei consumi energetici che per questi obiettivi finanziano interventi a favore della ciclabilità (life+, Central Europe, Interreg IV, Intelligent Energy, il settimo Programma Quadro – per la ricerca…)
  • Incentivi e disincentivi
Premi ad amministrazioni locali virtuose, incentivi per i lavoratori (premi, agevolazioni per accesso ai finanziamenti, convenzioni, abbonamenti e defiscalizzazioni per i datori di lavoro che li utilizzano). Incentivi mirati ai giovani (abbonamenti, convenzioni, modalità aggregazione).
  • Ufficio bici e cabina di regia regionale
Struttura operativa adeguata, che svolga compiti di programmazione e coordinamento, con un staff tecnico di livello alto, con competenze specializzate (da formare appositamente), in grado di svolgere tutte le attività necessarie: aggiornamento e verifica della pianificazione, coordinamento operativo fra enti locali, monitoraggio, partecipazione e comunicazione.
GLI STRUMENTI
Piano della ciclabilità regionale e Piano strategico della mobilità sostenibile regionale, che raccolga e sviluppi le strategie del piano Eurovelo e Bicitialia. Promozione dei Piano quadro delle province e dei Comuni, anche per il cicloturismo e le attività economiche collegate.
Realizzazione di almeno una grande opera di rilevanza regionale, ad esempio il percorso ciclabile litoraneo, lungo tutta la costa regionale, con relativi collegamenti con le stazione del ferro.
Comunicazione
- Educazione. Nelle scuole, università e nei luoghi di aggregazione, con progetti inclusivi (Scuole Car free, Ciclopedibus,…).
- Formazione. Nelle Pubbliche amministrazioni, per decisori e tecnici.
- Comunicazione. Mirata e differenziata. Ad esempio valorizzare le ricadute economiche e occupazionali, più opere per piccole/medie imprese, più posti di lavoro, più facilità di relazioni locali, condizione essenziale per lo sviluppo delle economie locali e sostenibili. Attivare strumenti dedicati (Portali web, Giornata naz.Bici, settimana EU mobilità, Bike to work –school –shopping….)
Indicatori di efficacia delle politiche della mobilità
Ad esempio:
  • numero di auto immatricolate: il 10% in meno in cinque anni (da 2.100.000 attuali a 1.800.000)
  • riduzione di morti e feriti tra pedoni e ciclisti per incidenti in ambito urbano, verso un target Zero
Contribuire alla rilevazione e al monitoraggio dell’estensione delle reti urbane ed extraurbane di itinerari e piste ciclabili attraverso il “censimento della ciclabilità”.

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