lunedì 22 novembre 2010

Ennesima umiliazione internazionale


Lo si ben sa: Boris Joahnson, già mitico major di Londra, è solito a fare gaffe. E come tutti i gaffeur che si rispettano, le fa anche e soprattutto in maniera involontaria, in perfetta buona fede. Gli è successo anche a Roma e, guarda un po', gli è successo anche riguardo al bike-sharing. In vancanza per qualche giorno nella nostra Capitale il "pagliaccio" si è recato per una visita informale dal sindaco al quale avrebbe segnalato la necessità per Roma di aumentare le bici del bike-sharing, dall'alto delle sue centinaia di stazioni installate negli scorsi mesi, però, Johnson non sapeva che a Roma non solo il servizio è pressoché inesistente, come lui ha avuto modo di notare, ma è volutamente abbandonato da parte dell'amministrazione. Ecco la gaffe, ecco perché senza volerlo il buon Boris è finito nel toccare sul vivo il sindaco Alemanno, sollecitando la stampa a scrivere.
La stampa che, nella persona del bravo Luca Zanini, sul Corriere della Sera, ci sorprende un po' interpellando sul bike-sharing proprio l'unico raggruppamento (Di Traffico si Muore) che ha sempre dimostrato freddezza (se affermare robe tipo "noi la bicicletta ce l'abbiamo, quindi il bike-sharing non è certo il nostro primo problema" è definibile solo freddezza) nei confronti del bike-sharing.
Evidentemente lorsignori nel frattempo (avendo notato, finalmente, che dovunque il bike-sharing sia stato seriamente attuato ha cambiato la faccia delle città interessate) si sono iscritti al club di "Coloro Che Hanno Capito" e gli diamo volentieri il benvenuto senza polemica alcuna.
Perché non c'è pista ciclabile che tenga, non c'è regolamento condominiale, non c'è trasporto-bici sui mezzi pubblici, non c'è limite di velocità o autovelox che regga il confronto con un ottimo sistema di bike-sharing sul modello parigino, lionese, barcellonese, londinese, ma anche milanese. Quella è la strada prioritaria per far diventare Roma una città amica della bicicletta, tutto il resto viene dopo. Molto dopo.

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Ad averli "pagliaggi" come il sindaco londinese. Qui a Roma abbiamo solo il pagliaccetto di origine barese.

Anonimo ha detto...

In questi ultimi anni l'invasione di locandine di concerti e serate in discoteca, i cartelli delle agenzie immobiliari, gli adesivi dei traslocatori (e potrei continuare a lungo) sta colpendo molte città italiane. Nell'ultimo periodo il fenomeno è esploso. Ogni superficie è buona per attaccarci questa spazzatura (o come diciamo a Napoli, munnezza). Questa forma di pubblicità è illegale, in quanto chi affigge non paga la tassa sulla pubblicità. Oltretutto crea inquinamento visivo, perché nasconde spesso la segnaletica e, comunque, distrae gli automobilisti non tanto per ciò che è scritto che spesso risulta illeggibile, ma per i colori delle grafiche. E poi diciamola tutta...sono davvero BRUTTI! Questo problema esiste anche in Europa, ma vi assicuro che è combattuto attraverso sanzioni amministrative e l'immediata rimozione da parte degli operatori ecologici. Stacchiamoli tutti! è l'invito che rivolgiamo a tutti coloro che sono stanchi di tollerare questo schifo e vogliono apportare il loro contributo nella lotta anti-degrado. Ognuno di noi può fare qualcosa nel suo piccolo...basta usare le mani!

Anonimo ha detto...

Soffocata dai debiti
Atac vicina al crac

Esauriti i fidi a disposizione: entro fine mese i libri in tribunale. Un report riservato dell´ad Basile al sindaco: "Non coperto il fabbisogno di novembre". Tra le ipotesi l´aumento del biglietto